La diffusione in streaming di un’opera cinematografica realizzata nell’ambito di un festival di cinema non preclude il film dai benefici previsti dalla legge.
Si tratta del chiarimento in seguito alle domande dei produttori sull’individuazione dei casi di esclusione delle opere audiovisive dai benefici previsti dalla nuova legge sul cinema del 2016 e dei parametri e requisiti per definire la destinazione cinematografica delle opere audiovisive. Fino a prima della pandemia del Covid-19 infatti non potevano essere ammesse ai benefici previsti dalla cosiddetta legge Franceschini le opere cinematografiche che non avessero almeno uno di questi requisiti:
1) essere distribuite in almeno 20 sale con una tenitura minima di 7 giorni
2) aver partecipato ai festival riconosciuti dal ministero
3) aver venduto i diritti di distribuzione in almeno un paese estero
Riguardo al punto 2, quello della partecipazione ai festival, ovviamente molte cose sono cambiate dall’inizio del 2020. A causa delle disposizioni governative per il contrasto al Coronavirus parecchi festival sono stati costretti a tenersi online.
Da qui il timore dei produttori dei film che queste anteprime, per forza di cose non ospitate solo in sale cinematografiche, potessero precludergli i benefici previste dalla legge. La nota del MiC appare dunque molto chiara, per cui non rientra nei casi di esclusione «la diffusione al pubblico in via prioritaria di un’opera cinematografica attraverso un fornitore di servizi di media audiovisivi su altri mezzi, se realizzata nell’ambito di un circuito festivaliero per un tempo ragionevolmente coerente rispetto alla natura e alla durata del festival e secondo quanto previsto dal regolamento della stessa organizzazione della rassegna».
Anche nel 2021 quasi tutti i festival di cinema hanno scelto una formula cosiddetta ibrida, con lo svolgimento delle manifestazioni sia in presenza che online. Una modalità che, adesso è ancora più chiaro, non preclude alcun tipo di sfruttamento e di benefici da parte dei produttori o dei distributori dei film presentati nei festival in modalità online.
In questo senso si rafforza ulteriormente la posizione di MYmovies che, come sappiamo dai dati diffusi nel marzo scorso dall’Afic (Associazione Festival Italiani di Cinema), è stata scelta per lo streaming dei film da quasi la metà del campione delle 79 manifestazioni cinematografiche che si sono svolte online lo scorso anno.