Mediaset lo aveva annunciato in estate e ora il proclama diventa realtà. Il prossimo 27 settembre 2026 arriverà in prima serata il tv movie dedicato a Carlo Acutis. Giovane morto a San Gerardo di Monza a 15 anni, nel 2006, a causa di una leucemia M3 diagnosticatagli solo pochi giorni prima. Tutto era iniziato come una comune influenza, salvo poi scoprire che c’era altro e i rischi furono talmente elevati da non avere neppure il tempo di metabolizzare una situazione così trascinante. Negli anni successivi alla sua dipartita la Chiesa Cattolica gli ha riconosciuto diversi miracoli che hanno favorito la sua beatificazione sotto il pontificato di Papa Francesco.
Papa Leone, invece, lo ha canonizzato il 7 settembre 2025. Siamo, dunque, di fronte al più giovane Santo d’Italia per quel che riguarda la storia contemporanea. Una narrazione che diventa anche cinematografica grazie alla capacità e alla visione di Giacomo Campiotti. Regista che ha sempre avuto la competenza necessaria per trasformare storie delicate in ispirazione per grande e piccolo schermo. Ricordiamo, nel passato recente, lavori come Non è mai troppo tardi – su Alberto Manzi e il suo contributo anche attraverso il piccolo schermo – Braccialetti Rossi e La Ricetta della Felicità.
Carlo Acutis, una storia di fede
Storie molto diverse che hanno in comune l’esigenza di riflettere sulle casualità della vita. Tornando a Carlo Acutis, in quest’opera si fanno i conti con la fede e la gioventù di un ragazzo che ha mostrato immediatamente attitudini particolari. La sua passione per i videogiochi e il Web design lo ha portato subito a occuparsi di determinate cose in maniera altamente avangiardistica. Era solito aiutare gli altri e condividere ogni situazione con l’aiuto della tecnologia e della Rete. L’opera sarà composta sulla metamorfosi del ragazzo dall’infanzia alla prima giovinezza. In attesa poi del trapasso che in molti hanno definito prematura scomparsa.
I testi sacri poi hanno parlato di ascensione. La madre, tuttavia, ha creduto ai miracoli compiuti dal figlio ma avrebbe preferito averlo ancora in vita. Queste sono state le sue parole a 20 anni dalla morte del giovane. Il dolore dei familiari non va via, ma resta l’orgoglio per quanto è riuscito a coltivare il ragazzo nell’arco della breve vita che ha avuto. Nei panni della madre del ragazzo Lucia Mascino, nota a tutti per la sua partecipazione – fra le altre cose – alla fortunata serie I Delitti del Barlume.
L’opera Mediaset in prima serata
In questa occasione avrà un piglio diverso, come le impone il ruolo che interpreta, ma la professionalità e l’intensità scenica restano le stesse. Il Mio Nome è Carlo mescola teatralità e sacralità con un pizzico di sentimento. Proprio a rimarcare il valore di un ragazzo che ha fatto la storia, anche se ha pagato questa sua immagine salvifica con la vita. Campiotti vuole mostrare proprio la bontà del giovane e la caparbietà che ha conservato fino agli ultimi istanti.
Aveva ancora voglia di mettersi in gioco e servire la comunità. Per questo la chiesa cattolica l’ha poi insignito del titolo di Servo di Dio. Atto necessario prima di passare alla Beatificazione e Santificazione. A interpretare Carlo Acutis sarà Samuele Carrino che già si è distinto in un’altra opera importante come Il Ragazzo dai Pantaloni Rosa. Il Mio Nome è Carlo inaugura una serie di grandi storie televisive che strizzano l’occhio al cinema. Mediaset guarda al prossimo futuro anche grazie a questi grandi progetti che coinvolgono l’interesse delle famiglie, in grado di ritrovarsi davanti al piccolo schermo. La prima serata televisiva torna a essere un evento.