L’Europa nel 2020 ha tracciato la strada del Green Deal. Una strada ancora in salita. Ma con una chiara direzione di marcia: fronteggiare il degrado ambientale e decarbonizzare l’economia europea per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.
E trasformare così l’Europa in un’economia sostenibile, efficiente sotto il profilo delle risorse naturali e competitiva a livello globale, attraverso una transizione equa ed inclusiva per tutti. Per vincere questa sfida ambiziosa sono stati messi in campo la prima Legge quadro europea sul clima, la nuova strategia industriale europea, il piano d’azione per l’economia circolare, la strategia alimentare “Dal produttore al consumatore” (From farm to fork), la strategia sulla biodiversità per il 2030, le strategie per l’integrazione dei sistemi energetici e per l’idrogeno, la strategia per la energie rinnovabili offshore, la strategia per una nuova “ondata di ristrutturazioni” (Renovation Wave for Europe) del patrimonio edilizio europeo, la strategia sulle sostanze chimiche per la sostenibilità.
“C’è forte contrapposizione tra la nuova strategia alimentare “Dal produttore al consumatore” e la revisione di facciata della Politica Agricola Comune (PAC)”
Proposte non sempre all’altezza della sfida ambiziosa del Green Deal ed in alcuni casi contraddittorie. L’esempio più eclatante è la forte contrapposizione tra la nuova strategia alimentare “Dal produttore al consumatore” e la revisione di facciata della Politica Agricola Comune (PAC) che vanno in direzioni diametralmente opposte.
È in questo contesto che è stata formulata la risposta europea alla crisi pandemica attraverso il programma di investimenti e riforme Next Generation EU. Risposta che punta ad investire nel Green Deal Europeo abbandonando le ricette del passato con l’obiettivo di “build back better”, ricostruire meglio e in modo diverso, con innovazione, sostenibilità, attenzione al disagio sociale cresciuto in questi anni di crisi e ponendo al centro un’ambiziosa azione climatica. Si tratta di ben 750 miliardi di euro, tra sovvenzioni e prestiti, che aggiunti al bilancio ordinario europeo mettono in campo nei prossimi anni investimenti per oltre 1.800 miliardi, di cui 309 sono destinati al nostro Paese. Risorse che possono aiutare a tradurre in realtà il Green Deal, se nei prossimi mesi i governi europei, a partire dall’Italia, hanno la volontà politica e la capacità di saper utilizzare al meglio la grande opportunità di Next Generation EU. Un’opportunità che può consentirci di superare la crisi pandemica e fronteggiare l’emergenza climatica, attraverso una ripresa verde ed inclusiva in grado di accelerare la decarbonizzazione dell’economia europea.