“Il veganismo non può essere la causa della morte di Zhanna Samsonova” è stato pubblicato su Vegolosi, magazine di cultura e cucina 100% vegetale
Nonostante la maggior parte dei giornali italiani e non abbia titolato che Zhanna Samsonova, influencer di origini russe con un modesto seguito che viveva a Phuket in Thailandia, fosse “vegana”, la sua morte non può essere collegata in alcun modo a questa causa, se non altro perché la donna non era vegana ma nemmeno crudista se stiamo alle definizioni di entrambe le scelte alimentari. Secondo le fonti e secondo quello che la stessa Samsonova spiegava e mostrava nei suoi post, lei si alimentava solo con una selezione di cibi vegetali molto ristretta, per sua scelta e senza nessun tipo di indicazione medica.
In un post sulla pagina Facebook di Samsonova del 6 novembre del 2020, leggiamo: “Da 4 anni la mia dieta comprende solo frutta, germogli di semi di girasole, frullati e succhi di frutta. Sono arrivata a questo livello solo dopo 5 anni di dieta vegana completamente cruda”. Samsonova, che si proponeva come modello alimentare e salutistico mostrando anche alcune ricette e teneva corsi di cucina sulle piattaforme di streaming, ha selezionato questi cibi senza nessuna motivazione apparente se non per il fatto che la facessero sentire “meglio nel corso del suo percorso evolutivo”.
Quello che è importante chiarire è che né il crudismo vegano, né la scelta vegana classica, hanno a che vedere con questa forma di selezione alimentare pericolosa per la salute umana perché non fornisce i nutrienti necessari, cosa che invece, come chiarito da anni da fonti scientifiche come l‘American Dietetic Association ma anche dalla stessa Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana in Italia, fa senza problemi la scelta vegana classica se seguita in modo equilibrato (ossia apportando tutti i macro e micro elementi, con l’integrazione necessaria di vitamina B12 e quella da valutare di Vitamina D).
Quello mostrato in alcuni post e storie Instagram dalla Samsonova sembrerebbe corrispondere invece a ciò che viene definito come comportamento “ortoressico” (anche se va ricordato che l’ortoressia non è riconosciuta né citata come una diagnosi ufficiale nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) ossia una selezione sempre più ristretta di cibi con l’unico scopo di inseguire uno stato di salute ottimale, eliminando sempre più ingredienti senza una vera motivazione su base scientifica. Si tratta sempre e comunque di disturbi del comportamento alimentare nei quali rientrano anche l’anoressia e la bulimia, per esempio.
Va inoltre ricordato che nessuna fonte ufficiale ha chiarito le cause della morte della donna: secondo l’unica fonte locale giornalistica ossia l’Evening Kazan, la madre della donna avrebbe spiegato che Zhanna Samsonova avrebbe contratto un’infezione e che – sempre secondo la madre – le condizioni di salute precarie dovute ad una forma di malnutrizione avrebbero fatto il resto. La madre, come riporta il giornale, era sempre stata contraria alle scelte alimentari della figlia. Altri giornali riportano informazioni secondo le quali amici della donna e vicini di casa fossero preoccupati per la sua salute e che la vedessero sempre più magra ed emaciata. In uno degli ultimi post pubblicati da Samsonova – che appare fortemente provata rispetto alle foto che la ritraevano qualche anno prima – il momento in Thailandia della raccolta del durian e la possibilità di nutrirsene significavano che era “giunto il momento di prendere peso”.
Non esiste quindi alcuna fonte medica ufficiale che mette in correlazione la morte della donna con la sua alimentazione e tantomeno è possibile affermare che la sua alimentazione fosse vegana o vegana crudista.
“Il veganismo non può essere la causa della morte di Zhanna Samsonova” è stato pubblicato su Vegolosi, magazine di cultura e cucina 100% vegetale.
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