Roma, 27 ottobre 2026 – Una casa costruita quasi 14mila anni fa, quando l’ultima era glaciale stava volgendo al termine, potrebbe riscrivere la storia d’America? L’affermazione è forte, magari anche un po’ provocatoria, non priva di fondamento perché si tratta di una straordinaria scoperta effettuata in Alaska, dove un gruppo di archeologi ha individuato quella che potrebbe essere la più antica struttura abitativa conosciuta del Nord America. A raccontarlo è Popular Mechanics, citando uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Science Advances. Cosa sappiamo.
Una scoperta inattesa
Il sito archeologico si chiama Shég’ Xdaltth’í’, espressione evocativa che significa grossomodo“Erano lì”, e si trova circa 55 chilometri a sud-est di Fairbanks. Gli studiosi pensavano di trovare i resti di un accampamento utilizzato dai cacciatori preistorici. Gli scavi hanno invece restituito decine di migliaia di manufatti: strumenti di pietra, aghi d’osso, un pendente ricavato da un palco animale e tracce di antichi focolari. Ma soprattutto sono emersi una piccola fossa e l’impronta lasciata nel terreno da un palo di legno. Elementi che suggeriscono l’esistenza di una struttura coperta, forse una tenda primitiva. D’altra parte, un’altra recente missione archeologica ha testimoniato come in Alaska ci potesse essere vita umana già 7 mila anni fa.
Un insediamento frequentato per mille anni
La scoperta più sorprendente riguarda la continuità dell’occupazione. Secondo gli archeologi, il luogo sarebbe stato frequentato ripetutamente per circa mille anni. È stato individuato anche un forno scavato nel terreno, contenente carbone e ossa animali, probabilmente utilizzato per cuocere lentamente la carne. Il sito potrebbe dunque rappresentare qualcosa di molto più complesso di un semplice rifugio temporaneo.
I misteriosi legami con la Siberia
Ma c’è di più. Perché gli oggetti rinvenuti raccontano anche un’altra storia: quella delle migrazioni umane dall’Asia verso le Americhe. Alcuni utensili presentano sorprendenti somiglianze con manufatti della Siberia settentrionale. Altri testimoniano collegamenti culturali con popolazioni stanziate più a sud. Perfino la presenza di antichi canidi solleva interrogativi sul possibile rapporto tra questi gruppi umani e i primi cani domestici, sebbene manchino prove definitive. Intendiamoci, la scoperta non identifica il primo insediamento umano delle Americhe ma offre però una testimonianza eccezionale di come vivevano i loro antichi abitanti. E suggerisce che la storia della colonizzazione del continente sia ancora tutta da ricostruire.