Lo ha stabilito la Corte costituzionale tedesca. Mancano indicazioni precise sul piano da attuare dopo il 2031
Arriva oggi dalla Germania la notizia della decisione della Corte costituzionale tedesca di considerare non sufficiente la legge sulla protezione del clima varata nel 2019 dal governo di Berlino. Per questo motivo l’alta corte ha chiesto ai legislatori di regolamentare di nuovo gli obiettivi sulla riduzione delle emissioni di gas serra dopo il 2030 entro la fine dell’anno.
Sono due i principali obiettivi dell’attuale legge tedesca sul clima, in linea con le indicazioni Ue: ridurre del 55% le emissioni di gas serra rispetto al livello del 1990 entro il 2030; arrivare alla condizione di neutralità carbonica entro il 2050. Obiettivi ambiziosi che però, secondo la Corte costituzionale tedesca, non bastano in quanto non viene indicato in modo chiaro come si intende portare avanti il piano di riduzione delle emissioni dal 2031.
Secondo la Corte costituzionale tedesca l’attuale legge sulla protezione climatica non indica in modo chiaro come si intende portare avanti il piano di riduzione delle emissioni di gas serra dal 2031
Ma non solo. Secondo l’alta corte l’attuale legge viola le libertà delle persone che hanno fatto ricorso contro il provvedimento. Ricorsi motivati dal fatto che la legge prevede che una parte consistente della riduzione delle emissioni necessaria a mantenere l’aumento delle temperature globali medie sotto 1,5 o 2 °C, per come indicato dall’accordo di Parigi del 2015, venga fatta dopo il 2030. Il che significa che il peso dei cambiamenti richiesti – sugli stili di vita, sulle scelte dei consumi ma anche dal punto di vista tecnologico, ricadrà soprattutto sulle generazioni future. Che avranno meno tempo per confrontarsi con la sfida della neutralità carbonica da vincere entro il 2050.