In piazza per il clima e per dire stop alla guerra in Ucraina

Al Global strike del 25 marzo anche i giovani attivisti di Legambiente e di Youth4planet in prima linea in oltre 20 città italiane. L’associazione: “Azioni concrete e politiche climatiche più ambiziose. L’Italia vari subito un decreto sblocca rinnovabili”

La forte siccità che ha investito il Nord Italia con il Po in secca è uno dei segni più tangibili del cambiamento climatico in corso, sempre più grave. Intanto, il conflitto in Ucraina ha mostrato con forza il problema della dipendenza del nostro Paese e del resto d’Europa dalle fonti fossili che inquinano e producono emissioni di gas serra. Un grande ricatto energetico, a partire dal gas della Russia. Non c’è davvero più tempo da perdere, servono politiche climatiche più ambiziose ed efficaci e azioni concrete a partire da un decreto sblocca rinnovabili.

È l’appello che Legambiente lancia oggi alla vigilia dello sciopero mondiale per il clima. L’associazione ambientalista è pronta con i suoi circoli e i giovani attivisti del progetto #Youth4planet a partecipare al Global strike del 25 marzo, scendendo in oltre 20 piazze della Penisola per sostenere i ragazzi di tutto il mondo che sciopereranno per il clima e per la pace in Ucraina. Roma, Milano, Napoli, Ravenna, Palermo, Chieti, Pisa, Udine, Genova, Torino, saranno alcune delle tante città italiane, che vedranno in prima linea anche i giovani legambientini (programma e info sugli eventi).

Legambiente ricorda che per fronteggiare la crisi climatica ed energetica è fondamentale puntare e investire su fonti rinnovabili ed efficienza energetica.  Le famiglie pagano con il rincaro delle bollette l’inadempienza del nostro Paese. Se in questi anni lo sviluppo delle FER (solare + eolico) fosse andato avanti con lo stesso incremento annuale medio del triennio 2010‐2013, oggi l’Italia avrebbe potuto ridurre i consumi di gas metano di 20 miliardi di metri cubi l’anno riducendo le importazioni di gas dalla Russia del 70%.

L’altra grande sfida che l’Italia deve affrontare, sottolinea Legambiente, è quella legata allo sviluppo delle comunità energetiche sull’intero territorio, coinvolgendo anche scuole, università, amministrazioni comunali e provinciali, per costituire comunità energetiche rinnovabili e solidali (C.E.R.S) e far diventare la transizione ecologica un’opportunità anche educativa e strutturale. Per questo Legambiente lo scorso mese ha presentato il manifesto “Scuola e università a zero emissioni” al quale hanno aderito Associazione Italiana Insegnanti di Geografia, Fridays For Future, Link, Rete degli Studenti Medi, Rete Nazionale Scuole Green, Save the Children, UdS – Unione degli Studenti, Unione degli Universitari.

“Quello che serve con urgenza – spiega il presidente di Legambiente Stefano Ciafani – è un decreto sblocca rinnovabili che permetterebbe di accelerare quella spinta che serve allo sviluppo delle rinnovabili in Italia, di sostituire le centrali a gas costruite dopo il blackout nazionale del 2003 e ridurre i consumi annui di gas di 36 miliardi di m3 entro il 2026”.

 

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