La banda della minicar. Il mistero del furto d’auto. E quella denuncia tardiva

Roma, 10 ottobre 2026 – Banda della minicar, spunta la denuncia di furto di un mezzo, gli inquirenti verificano, ma sui social cresce lo scetticismo: “Perché solo ora, e chi sono quei ragazzi?”. Intanto l’attore Davide Iacopini resta grave. La vetturetta nera lucida, il frontale ammaccato, e una denuncia di furto presentata solo venerdì, quando le sei aggressioni di Monteverde e Testaccio erano già diventate un caso. Da qui ripartono le verifiche degli investigatori sulla coppia di giovani che ha seminato il panico per le strade di Roma, fino a ridurre in gravi condizioni uno dei protagonisti di “Suburra”, ancora ricoverato in terapia intensiva al San Camillo di Roma.

A presentarsi in caserma è stato un uomo, forse un genitore, che ha denunciato il furto della propria vettura. “Mi hanno rubato la microcar nero lucido”, avrebbe riferito ai carabinieri. Al momento non risulta indagato. La coincidenza, però, pesa abbastanza da imporre accertamenti agli inquirenti di piazzale Clodio: colore e tipo di veicolo corrispondono alla minicar usata dai due ragazzi nelle notti del 4 e 5 ottobre, prima che se ne perdessero le tracce. Dovranno controllare i documenti, ricostruire quando e dove sarebbe avvenuto il furto e capire perché la denuncia sia arrivata con tanto ritardo.

Il fascicolo, aperto per tentato omicidio, è del sostituto procuratore Ambrogio Cassiani. Per gli inquirenti i due erano a caccia di vittime per una bravata, per noia, forse per sfida social. Le telecamere dei negozi e di una farmacia in via Barrili potrebbero aver ripreso il volto di uno dei due. L’auto, dicono i testimoni, non faceva rumore, e per gli investigatori è un mezzo elettrico: un dettaglio che restringe il campo. Non si esclude che i due vivano proprio in quel quadrante di Roma e che ora si nascondano. Per loro le ore sarebbero contate. Intanto sui social la denuncia, anziché rassicurare, ha alimentato sospetti e polemiche. “È da cinque giorni che imperversano, ma ha denunciato il furto ieri”, osserva James. Pamela è netta: “Sì, sì, ci stiamo proprio a credere che è stata rubata”. Wanda ragiona: “Se era rubata, che motivo c’era di coprire la targa? La cosa non mi convince”. Nel pomeriggio di ieri proprio una minicar nera ha preso fuoco davanti al Ministero dell’Interno, e online la discussione si allarga. Claudia si rivolge alle famiglie: “I genitori che hanno acquistato una minicar nera al proprio figlio si facciano venire qualche scrupolo di coscienza e denuncino”. Marc invita i due a costituirsi: “Se sono intelligenti, si costituiscono, si alleggerisce la loro posizione penale”. Simona non nasconde l’indignazione: “Si divertivano a far cadere le persone e per poco non ne ammazzano una. Sono dei disagiati, altro che intelligenti”.

Di almeno uno dei due esiste un identikit: esile, magro, biondo, i capelli rasati alle tempie, avrebbe tra i 16 e i 18 anni. Dovrebbe aiutare a riconoscerlo e lascia aperta una domanda: chi sono davvero questi ragazzi, quanto li conoscono gli amici, i vicini, le loro stesse famiglie? Massimiliano Hoko Milesi è convinto che nel quartiere qualcuno sappia: “Saranno senz’altro conosciuti”. È un sospetto diffuso, quasi una certezza. Luigi si chiede: “Ma quante minicar nere possono essere immatricolate in quella macro zona, come fanno a non prenderli?”. Per ora restano domande.

Le condizioni di Davide restano stabili ma gravi. Il 42enne, che ha riportato un profondo trauma cranico cadendo per un calcio sferrato dal passeggero di una minicar in via Barrili, è ancora sedato e affronta il decorso post-operatorio dopo un delicato intervento neurochirurgico dell’équipe del San Camillo. È sotto monitoraggio e supporto terapeutico intensivo, la prognosi è strettamente riservata. I familiari chiedono il massimo rispetto della privacy e attendono risposte dall’indagine della Procura capitolina.