“La Chiesa cattolica, nella sua tradizione, porta avanti la vita” e invece “la Chiesa modernista è un deserto”, perché “uccide tutto ciò che tocca, la vita soprannaturale, le fonti di grazia, fa appassire ogni cosa, perché ha messo l’uomo al posto di Dio e quindi si è spostata dalle fonti della vita”. Queste le parole di Michael Goldade, 46 anni, americano, uno dei quattro vescovi consacrati ad Econe e scomunicati dal Vaticano, il quale ribadisce che “c’era bisogno” di questo gesto.
Goldade afferma anche di avere sentito, anche fuori dall’ambiente della Fraternità San Pio X, “un pensiero comune, un sentimento comune: la Chiesa ha bisogno di queste consacrazioni” episcopali. “I fedeli, pur non cogliendo completamente la complessità del modernismo o la profondità di questo malessere modernista, percepiscono comunque che qualcosa non va. Vedono che qualcosa sta morendo con questa nuova religione”. Le consacrazioni di nuovi vescovi sono invece “il segno della vitalità di Madre Chiesa”. Quindi il neo vescovo scomunicato invita ad “essere fiduciosi” rispetto a quanto Dio ha affidato alla Chiesa e che “continua attraverso la tradizione apostolica”.
L’articolo “La chiesa modernista uccide tutto ciò che tocca”. Parla uno dei vescovi lefebvriani scomunicati proviene da Blitz quotidiano.