Roma, 6 aprile 2026 – Oltre i confini del mondo, nello spazio mai esplorato da esseri umani. Vivranno un momento storico alle 19:56, ora italiana, i quattro astronauti della missione Artemis II. Come da tabella di marcia, in quel minuto esatto dovrebbero raggiungere la distanza massima dalla Terra mai toccata prima. Un record che segna l’ennesimo spartiacque nell’eterna aspirazione dell’uomo verso lo spazio.
Sommario
Il passaggio ravvicinato alla Luna
Primati a parte, oggi è una giornata cruciale per la missione, con il passaggio ravvicinato alla Luna, previsto per l’1.02 ora italiana di martedì 7 aprile. Alle 7 di questa mattina Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch, con Jeremy Hansen dell’Agenzia spaziale canadese Csa, hanno eseguito l’ultima manovra per affinare la traiettoria della navetta Orion verso il satellite, così da raggiungere il punto stabilito.
Artemis II, e’ la giornata del passaggio ravvicinato alla Luna
Ultimato anche un nuovo test delle tute pressurizzate, segue qualche ora di riposo. La sveglia è fissata per le 16:50, sempre ora italiana, quando riprenderanno i preparativi.
La forza gravitazionale, si entra nella ‘sfera di influenza’
La cronotabella è studiata nei minimi dettagli, con ritmo scandito ora per ora: alle 18,41 Orion entrerà nella sfera d’influenza della Luna, ossia la gravità lunare diventerà la forza dominante sulla traiettoria della navetta in vista del passaggio ravvicinato.
La capsula verrà attirata dal corpo celeste e la forza gravitazionale la farà orbitare intorno, prima di darle lo slancio necessario per riportarla verso il nostro pianeta senza ulteriore propulsione.
Quanto costa davvero tornare sulla Luna: facciamo i conti (astronomici) in tasca ad Artemis 2
Il programma potrebbe subire variazioni per inconvenienti dell’ultimi minuto, anche lievi. Se tutto andrà come stabilito, ecco che alle 19:56 avverrà il superamento del record di distanza massima dell’uomo dalla Terra, pari a 400mila chilometri, stabilito nel 1970 dall’Apollo 13.
La diretta della Nasa su Artemis 2
I 40 minuti di buio e il nuovo record
Quarantanove minuti dopo, alle 20,45, inizierà il sorvolo della superficie lunare e sarà avviata la campagna di osservazioni; quando la navetta passerà dietro la Luna le comunicazioni con la Terra si interromperanno per circa 40 minuti (e così anche la diretta Nasa che trovate in questo articolo) ed è in questo periodo, esattamente alle 1,02 che è previsto l’avvicinamento massimo della capsula Orion al suolo lunare, a 6.550 chilometri.
Passeranno cinque minuti ed ecco che il record delle 19:56 verrà sbriciolata, con la navetta che all’1.07 dovrebbe trovarsi a 405mila chilometri dalla Terra.
Quindi, alle 1,25 la ripresa delle comunicazioni con la Terra e alle 2,35, quando la Luna passerà davanti al Sole, gli astronauti vedranno un’eclissi. Il sorvolo lunare terminerà alle 3,20.
Due anni di preparazione per studiare come e cosa dire
Cosa succederà in quei 40 minuti di buio? Cosa vedranno i quattro astronauti, primi essere umani a poter guardare dal vivo il lato oscuro della Luna, quello mai visibile dalla Terra? Si sono preparati per oltre due anni, allenandosi a riconoscere formazioni geologiche e a descriverle con precisione agli scienziati sulla Terra, in particolare le tonalità marroni o beige del suolo lunare. Oltre alla loro voce, ai loro appunti, ci sarà la verità scattata dalle tre macchine Nikon a bordo. Un insieme di conoscenza che dovrebbe consentire di approfondire geologia e storia del satellite. Fornendo, probabilmente, quelle informazioni sui minerali che tanto fanno gola alle superpotenze mondiali.
“Quello che diranno farà venire la pelle d’oca”
Ma tralasciando per un momento la prosa, affidiamoci alle parole della responsabile scientifica della missione, Kelsey Young, sicura nell’affermare che sentire l’equipaggio descrivere la superficie lunare “farà venire la pelle d’oca”. Il capo dell’esplorazione scientifica della Nasa, Jacob Bleacher, ha spiegato che gli astronauti potrebbero vedere “regioni di questa faccia nascosta che nessuno degli astronauti del programma Apollo aveva potuto osservare”.
I membri dell’equipaggio hanno già intravisto il bacino Orientale, un gigantesco cratere soprannominato il “Grand Canyon della Luna”, finora osservato nella sua interezza soltanto da sonde. “È esattamente come in addestramento, ma in tre dimensioni ed è semplicemente incredibile”, ha commentato Jeremy Hansen.
L’eclissi solare dietro la Luna
Dietro la Luna, su Orion ci si troverà di fronte anche un’eclissi solare (alle 2:35 italiane, come da cronoprogramma), con il Sole che scomparirà dietro la Luna, e a un’alba e a un tramonto della Terra visti dal lato lunare. Un’immagine destinata a richiamare la celebre fotografia “Earthrise” del 1968, che durante la missione Apollo 8 contribuì a cambiare la percezione del nostro pianeta. In un messaggio per Pasqua, il pilota della missione Victor Glover ha ricordato che, “in mezzo a tutto questo vuoto” rappresentato dall’universo, la Terra resta “un’oasi, questo luogo magnifico dove possiamo vivere insieme”.