Guareschi era un’altra cosa, ma questo è il Don Camillo e Peppone aggiornati che ci meritiamo. Siamo un po’ più giù, nelle Marche, nel capoluogo. Una parrocchia di Ascoli Piceno prima revoca gli spazi alla tradizionale “Pastasciutta antifascista” del 26 luglio. Poi ci ripensa su, si farà ma non qui, si farà ma in un’altra parrocchia.
Deve intervenire il vescovo
Segue dibattito. Memoria storica e valori costituzionali. L’evento, promosso dall’Anpi provinciale con il Collettivo Caciara e l’Assalto ai Forni di Lorenza Roiati, ha vissuto ore di forte tensione dopo il dietrofront della parrocchia del Cuore Immacolato di Maria (i Frati di via 3 Ottobre) che ha revocato la concessione degli spazi concordati.
Una vicenda che riporta alla mente i fatti di due anni fa quando Roiati venne identificata dalla polizia per aver appeso fuori dal proprio forno uno striscione con la scritta: “25 Aprile, buono come il pane bello come l’antifascismo”.
In questo caso la decisione è ruotata attorno all’aggettivo “antifascista”, giudicato inopportuno e fonte di potenziale contrapposizione. Una scelta ha scatenato l’amara reazione degli organizzatori.
L’Anpi e il Collettivo Caciara hanno espresso “profonda preoccupazione, definendo l’atto un segnale preoccupante che colpisce il cuore dei valori democratici”.
Ricordando che Ascoli è città Medaglia d’Oro al Valor Militare, le associazioni hanno ribadito che “l’antifascismo non è una fazione politica, ma il presupposto storico della Repubblica e della Costituzione”, richiamando anche l’importante tradizione dell’antifascismo cattolico e il sacrificio di tanti sacerdoti.
A sciogliere i nodi di quello che rischiava di diventare uno scontro insanabile è intervenuto direttamente il vescovo di Ascoli Piceno, monsignor Gianpiero Palmieri, che ha ridimensionato il caso parlando di un mero “equivoco”.
“Patrimonio condiviso di tutto il Paese”
Secondo il presule, “la richiesta iniziale era stata presentata come cena di beneficenza; il parroco, un frate minore originario del Kenya giunto da un anno, non conosceva a fondo la storia politica italiana e, vedendo la dicitura, ha temuto un’iniziativa di parte, reagendo d’impulso”.
Monsignor Palmieri ha quindi escluso pressioni ideologiche e ha risolto la situazione annunciando lo spostamento della manifestazione presso la parrocchia di San Marcello, dove l’evento si svolgerà regolarmente.
Il vescovo ha concluso con un forte richiamo all’unità: “Antifascismo, libertà e democrazia sono valori costituzionali che non appartengono alla destra o alla sinistra, ma sono il patrimonio condiviso di tutto il Paese”.
L’articolo La “Pastasciutta antifascista” di Ascoli Piceno, deve intervenire il vescovo per l’ok dalla parrocchia proviene da Blitz quotidiano.