La pensione di luglio 2026 sarà più pesante, ma non per tutti. Il cedolino, la quattordicesima e le date di pagamento

Roma, 25 giugno 2026 – È in arrivo la pensione di luglio. Un rateo che si annuncia più corposo per alcune categorie di pensionati grazie, soprattutto, alla quattordicesima. Ma a chi spetta? Quando sarà versata la pensione? Come controllare il cedolino? Cerchiamo di rispondere a tutti questi quesiti.

Il cedolino

Come sempre è possibile consultare il cedolino delle pensione di luglio già dalla metà del mese precedente. Per farlo, e per verificare tutte le voci che compongono il rateo, è possibile accedere (tramite Cie – Carta d’identità elettronica – o Spid) alla sezione dedicata ai cedolini sul sito Inps.  È un servizio online, accessibile anche da dispositivi mobili, che permette di:

  • consultare il cedolino della pensione;
  • verificare l’importo dei trattamenti liquidati dall’INPS ogni mese;
  • conoscere le ragioni di eventuali variazioni dell’importo;
  • accedere ad altri servizi di consultazione, certificazione e variazione dati

Quando versano la pensione di luglio

Come sempre la pensione sarà pagata il primo giorno bancabile del mese (vale a dire il primo giorno non festivo). In questo caso l’accredito della pensione in banca e il pagamento in contati agli sportelli postali è fissata per mercoledì 1 luglio.

“Il pagamento in contanti – ricorda l’Inps – è ammesso solo per gli importi complessivi fino a 1.000 euro netti. Nel caso di soggetti che sono titolari di più prestazioni pensionistiche e assistenziali, il pagamento viene effettuato con un unico mandato di pagamento. L’accredito del rateo di pensione di luglio 2026 sarà effettuato con valuta 1° luglio”.

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La quattordicesima

Con la rata di pensione di luglio 2026, l’Inps corrisponde la “somma aggiuntiva”, comunemente chiamata “quattordicesima”. I pensionati beneficiari della quattordicesima troveranno nel cedolino di luglio l’indicazione dell’importo pagato, descritto con la voce “somma aggiuntiva – c.d. ‘quattordicesima’ l. N. 127/2007 – credito 2026”.

L’informazione relativa al pagamento sarà riportata anche nel certificato di pensione (modello ObisM) e in una comunicazione dedicata, disponibile nell’area MyINPS.

“L’Inps invierà anche una notifica tramite l’app IO e una email al contatto telematico certificato se disponibile”, spiegano dall’Istituto nazionale di previdenza sociale.

A chi spetta la quattordicesima

La quattordicesima è una somma aggiuntiva alla pensione, introdotta dalla legge 3 agosto 2007 e successivamente modificata nel 2016, che ha ampliato i beneficiari e aggiornato gli importi spettanti.

Viene pagata dall’Inps nei mesi di luglio ai pensionati che abbiano compiuto almeno 64 anni.

Nel 2026 sono interessati, quindi, tutti i soggetti nati prima del 1° gennaio 1963.

Se il pensionato compie 64 anni nel corso dell’anno, oppure se la pensione decorre dopo il 31 gennaio dell’anno di riferimento, la quattordicesima può essere riconosciuta in misura ridotta, cioè in dodicesimi per i mesi di effettiva spettanza.

Oltre all’età, per il riconoscimento della prestazione contano anche i requisiti contributivi, cioè gli anni di contribuzione, distinguendo tra lavoro dipendente e autonomo e i redditi del pensionato.

Nel calcolo degli anni di contribuzione si considera tutta la contribuzione accreditata presso l’Inps o gli enti previdenziali in esso confluiti (ad esempio ENPALS, INPDAP, IPOST, INPGI).

Se la quattordicesima è riconosciuta su una pensione ai superstiti, l’anzianità contributiva del dante causa viene proporzionata alla percentuale di pensione spettante al beneficiario.

A quanto ammonta la quattordicesima

In base alla contribuzione, i limiti di reddito da considerare sono pari a 1,5 volte oppure a 2 volte il trattamento minimo annuo, che per il 2026 è pari a 7.954,05 euro.

Una cifra che può arrivare a 655 euro e che varia in base al reddito, l’età contributiva e il settore (pubblico o privato). Per conoscere gli importi spettanti si può consultare la tabella predisposta dall’Inps