La7 e il lato umano dell’informazione: da Guy Chiappaventi a Paolo Pellacani, quando i sentimenti fanno notizia

Il telegiornale è un racconto per immagini di quello che accade nel corso dei giorni, che poi diventano settimane e lasciano spazio agli anni. L’informazione è un servizio che, quando arriva in televisione, può diventare un rituale condiviso. Non è strano immaginare le famiglie riunite a tavola per guardare il telegiornale delle 20.00. Anche se ormai si può essere informati ovunque, il tg sul piccolo schermo è un appuntamento fisso.

Ognuno ha il proprio: l’offerta c’è, così come le alternative. Alcuni, però, si distinguono più di altri. E non si tratta di bravura o competenza, è una questione di approccio. Raccontare una notizia può essere un atto reiterato, la differenza la fa l’approccio del giornalista. In questo caso si apre una dimensione che richiama anche l’Auditel. Ecco perché il giornalismo diventa uno spartiacque tra necessità e virtù: bisogna dare le notizie, farlo bene e in maniera originale.

La7, il racconto dell’informazione tra diktat e fuoriprogramma

Altrimenti l’utente medio cambia canale. È una regola che vale per tutti, ma qualcuno cerca di farlo diventare un vero e proprio mantra. Si tratta del TGLa7: un telegiornale a immagine e somiglianza di Enrico Mentana, suo Direttore, che negli anni ha plasmato un tipo di informazione e approfondimento all’americana con corrispondenti che rincorrono le notizie praticamente ovunque e a qualsiasi ora. Oggi questo lo fa anche la concorrenza, ma il primo – perlomeno nel passato recente e in Italia – a inventarsi le maratone a orario continuato è stato lui.

Quindi un semplice telegiornale, che semplice non è mai per mole di lavoro e impegno condiviso, diventa anche centro dell’intrattenimento. Tradotto: il pubblico cerca quell’edizione speciale per entrare e commentare un fenomeno giornalistico, la maratona, diventato ormai culto. Allora La7 non solo informa, ma riesce a fare anche tendenza. Dal discorso delle maratone elettorali, poi, si è passati agli speciali con i singoli inviati e altrettanti corrispondenti diventati presenze fisse.

L’importanza del telegiornale

I telespettatori iniziavano a considerarli quasi “di famiglia”. Questo switch sentimentale non accade sempre: è successo, nel passato remoto, con il TG5 dell’era Berlusconi che casualmente aveva sempre Enrico Mentana come Direttore. Oppure con il TG1 quando in diretta c’erano personalità del calibro di David Sassoli, Lilli Gruber e Maria Luisa Busi. Senza dimenticare Francesco Giorgino e Vincenzo Mollica.

Guy Chiappaventi, corrispondente del TGLa7, in lacrime (Screenshot La7) – TvBlog

Professionisti e professioniste che hanno fatto e continuano a fare il loro lavoro con abnegazione, ma soprattutto uomini e donne che conservano una coscienza, dei valori e delle emozioni. Anche se l’informazione pretende una sobrietà diversa, ritrovarli quotidianamente sul piccolo schermo dà sicurezza e in qualche maniera affezione. Concetti che La7, tornando alla stretta attualità, ha fatto propri mostrando i cronisti e le croniste in servizio sotto più aspetti.

Le lacrime di Guy Chiappaventi dopo la strage di Crans Montana

Impossibile non ricordare le lacrime del corrispondente Guy Chiappaventi quando ha dovuto raccontare e restituire le sensazioni e i risvolti tragici dopo la strage di Crans Montana. Un Capodanno che ha segnato gli utenti in maniera importante e particolarmente complessa tra paura, smarrimento e tristezza. Le lacrime in diretta del cronista, arresosi alle emozioni, mentre parlava e faceva la conta dei morti sono state un valore aggiunto alla notizia trasferendo esattamente il termometro emotivo del momento. Anche questo è fare cronaca, mostrando – per una volta – il lato umano di una notizia.

Lo stesso ha fatto, per ragioni diametralmente opposte, Paolo Pellacani. Padre di Chiara Pellacani, cinque volte Medaglia D’Oro agli Europei di Nuoto in corso a Parigi. L’uomo viene incaricato di fare il servizio giornalistico sulle vittorie della figlia che a tutti gli effetti è una campionessa italiana e un fiore all’occhiello dello sport nostrano. Un onere piacevolmente assolvibile che inizia con parole al miele e clamorosamente sincere: “Sono tuo padre e questo è forse il pezzo più difficile della mia carriera, perché devo frenare l’entusiasmo per quello che sei stata capace di regalarci. Cuore ed emozioni sì, ma per il giornalista ci sono prima le notizie“.

L’orgoglio di Pellacani

Incipit che racchiude un intero mondo giunto a decine di migliaia di telespettatori sintonizzati che non hanno potuto fare a meno di emozionarsi nell’ascoltare queste parole. La7 ha dimostrato che è ancora possibile fare informazione mostrando il lato umano di ciascuna notizia, senza invadere la sfera della deontologia né tantomeno soprassedendo ai propri obblighi di redazione.

Avere ancora tempo di emozionarsi, fra un lancio e l’altro, significa fondamentalmente possedere l’umanità necessaria per capire che informare è una responsabilità. Farlo con tutto l’amore possibile per il mestiere e quello che comporta è un valore aggiunto che distingue i professionisti dai semplici amatori. Non solo su La7.