C’è una frase che Giampaolo Morelli ripete spesso quando parla del suo nuovo film: “L’amore non segue regole, né si lascia spiegare nei manuali.”
È sicuramente questa la tesi centrale de L’amore sta bene su tutto, commedia romantica corale che arriva nei cinema italiani mercoledì 6 maggio con distribuzione PiperFilm. Morelli firma la regia, la sceneggiatura ed è anche il protagonista del film, la terza volta in cui assume un controllo totale sul progetto, dopo Sono tornato e Califano.
L’amore sta bene su tutto, la trama
Il film costruisce tre storie parallele che si intrecciano nel corso della narrazione. La prima segue Vittoria, una donna impegnata politicamente interpretata da Claudia Gerini che decide di ospitare un bambino congolese per ragioni di immagine: solo che invece di un ragazzino gli viene recapitato un adulto, con tutto quello che ne consegue in termini di equivoci e trasformazioni inaspettate.
La seconda è quella di Stefano Casati, il personaggio di Morelli: uno psicologo autore di un bestseller intitolato Come lasciare il partner ed essere felici in 7 passi, che viene lasciato dalla propria fidanzata proprio seguendo i consigli del suo libro, e finisce per innamorarsi definitivamente di lei.
La terza storia riguarda Milly e Frank, ex coppia artistica e sentimentale costretta a lavorare di nuovo insieme per un’esibizione in Vaticano. A fare da tramite è Manlio — il personaggio di Paolo Calabresi — un manager musicale che porta dentro di sé un sentimento tenuto nascosto per anni. Attorno a queste tre storie si muovono Max Tortora, Monica Guerritore, Gian Marco Tognazzi e Ilenia Pastorelli.

L’amore ai tempi dei social
Giampaolo Morelli ha usato la promozione del film per sviluppare una riflessione sull’amore contemporaneo che va oltre la trama: “In molti casi oggi l’amore è vissuto in modo poco coraggioso, direi addirittura superficiale. Io li chiamo amori instagrammabili: c’è chi condivide grandi dichiarazioni ma il giorno dopo sta già con un altro”.
Il confronto con la propria giovinezza è esplicito: “Quando ero ragazzo e mi lasciavo con una fidanzata passavo almeno un anno di lutto e altri due anni per trovare di nuovo una persona giusta.”
È una critica alla cultura della sostituibilità sentimentale, mossa dall’idea che ci sia sempre un’altra persona disponibile a un click di distanza, e che questa disponibilità infinita abbia reso le relazioni meno profonde ma soprattutto meno coraggiose. Il personaggio che Morelli interpreta nel film è in un certo senso l’incarnazione paradossale di questa cultura: uno che ha costruito una carriera sul consiglio di lasciare, ma che viene travolto da un sentimento che non riesce a gestire con gli strumenti che ha.
“L’amore ti mette a rischio – dice ancora Morelli – è per questo che consigli sull’amore non se ne possono dare. L’amore va vissuto e comporta inevitabilmente dei rischi.”
La morale del film, già contenuta nel titolo: l’amore non è una tecnica, è qualcosa che sta bene su tutto proprio perché non si adatta, non si ottimizza, non si gestisce. Si vive, al limite si subisce.

Il cast e la distribuzione
La scelta di Paolo Calabresi in un ruolo romanticamente centrale è stata deliberata: “Ero sicuro che riuscisse a tirare fuori tenerezza e romanticismo per il suo personaggio – ha detto Morelli – non si aspettava che potessi pensare a lui in una chiave più romantica che strettamente comica.”
Il personaggio di Manlio è uno dei più complessi della storia, e Calabresi ha scelto di abitarlo con misura invece che con effetto.
Il film esce il 6 maggio in sala con PiperFilm. Il cast completo comprende anche Massimo Wertmüller, Roberto Citran, Carlo De Ruggieri, Ludovica Di Donato, Gianni Parisi e Samba Laobe Ndiaye nel ruolo dell’ospite africano al centro della storia di Gerini.
Una commedia romantica italiana che prova a dire qualcosa di vero sull’amore, senza un lieto fine garantito e il classico bacio sui titoli di coda.