Roma, 20 agosto 2026 – Una ‘mega Terra’. Un pianeta gigante roccioso simile al nostro ma due volte e mezzo più grande e con una massa 23 volte maggiore, è stato osservato con il telescopio Wiyn in Arizona. Una scoperta tanto eccezionale quanto inaspettata per gli stessi astronomi.
Il pianeta nuovo pianeta, ribattezzato GJ 523b, dista circa 87 anni luce da noi ed è stato descritto nello studio guidato da Max Kroft, dell’Università del Wisconsin-Madison, in via di pubblicazione su The Astronomical Journal, già disponibile sulla piattaforma degli studi non ancora revisionati arXiv.
Il ricercatore: “Pianeta denso ma grande”
“Pianeti densi come questo non sono rari – spiega Kroft – ma di solito sono piccoli pianeti rocciosi simili alla Terra o a Mercurio. Questo pianeta è invece due volte e mezzo più grande della Terra”. Osservando i pianeti che esistono attorno alle altre stelle già da tempo gli astronomi avevano notato quanta varietà esista, con pianeti di varie dimensioni e massa, e nel complesso molto diversi da quelli che si trovano nel nostro Sistema Solare. Ma nonostante questa varietà gli esopianeti, quelli esterni al Sistema Solare, si possono comunque classificare in famiglie con delle caratteristiche ben definite.
Perché è classificato Mega-Terra
Il pianeta GJ 523b non appartiene invece a nessuna delle famiglie note finora e per questo è stato classificato in modo informale come Mega-Terra. È infatti roccioso ma ha una massa incredibilmente grande per essere di quel tipo, una massa che è generalmente associata invece ai pianeti gassosi, quelli simili a Giove o Saturno.
Le caratteristiche
Le osservazioni fatte con il telescopio Wiyn in Arizona indicano che GJ 523b ha una massa circa 23,5 volte quella della Terra e un raggio 2,55 volte maggiore, orbita attorno alla sua stella ogni 17,75 giorni ed è relativamente giovane, con un’età stimata di quasi 170 milioni di anni. Una combinazione di dimensioni, massa ed età che rappresenta un enigma per i modelli di formazione planetaria. Per risolvere questo enigma, spiegano gli autori, la sfida è ora quella di riuscire a identificare altri pianeti anomali come GJ 523b, solo così “forse potrebbero emergere alcune tendenze”, ha concluso Kroft.