Ogni euro investito nello sport genera circa 5 euro di benefici socioeconomici; il settore pesa per il 2,12% del Pil dell’Unione europea, mentre l’inattività fisica costa 80 miliardi di euro l’anno ai sistemi sanitari europei. I numeri dello sport in Europa parlano chiaro, ma rischiano di non trovare ancora spazio adeguato nella prossima programmazione finanziaria Ue.
È questo il monito lanciato dal Comitato europeo delle Regioni (Cdr) e dai Comitati olimpici europei (Eoc), che hanno chiesto ai co-legislatori di integrare lo sport in tutti gli strumenti del Quadro finanziario pluriennale (Qfp) 2028-2034, garantendo alle organizzazioni sportive un accesso diretto e semplificato ai fondi.
Durante un evento al Cdr il 4 giugno, dedicato al ruolo abilitante dello sport per gli obiettivi Ue, è emerso che il futuro dei finanziamenti allo sport non può limitarsi al programma Erasmus+, ma deve trovare spazio anche nei Piani nazionali e regionali di partenariato (Nrpp), nel Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e nel Fondo sociale europeo plus (Fse+).
L’eurodeputata tedesca Sabrina Repp, relatrice ombra del Parlamento europeo sugli Nrpp, ha avvertito che eventuali tagli alla politica di coesione colpirebbero soprattutto le aree rurali, dove club sportivi, comuni e iniziative giovanili rischiano di perdere sostegno essenziale. Per Repp serve una coesione forte e un Fse+ solido per garantire investimenti stabili nei territori e nei giovani. Anche la relatrice Cdr sul Qfp, la finlandese Sari Rautio, e il relatore su Sport ed Erasmus+, Roberto Pella, hanno sottolineato il valore dello sport come strumento di cooperazione e coesione sociale a livello regionale e locale, chiedendo un approccio “sport in tutte le politiche”.
Durante la conferenza sono stati presentati progetti che illustrano l’impatto concreto delle iniziative sportive finanziate dall’Ue a livello locale e regionale: rappresentanti della Danimarca e della Slovenia hanno mostrato come i Comitati olimpici nazionali (Con) abbiano utilizzato i fondi di Erasmus+ Sport, del Fesr e del Fse+ per sostenere lo sviluppo e l’attrattività regionale, oltre alla salute pubblica, creando al contempo opportunità per i giovani e percorsi verso l’occupazione.