Firenze, 10 ottobre 2026 – Non una voce ma la voce. Federico l’Olandese volante è per Carlo Conti “la radio”. “Lo è per tutti noi, per quelli della mia generazione che hanno iniziato a fare radio alla fine degli anni Settanta quando sono nate le emittenti libere”. “Un mito”, dice di lui il conduttore televisivo che nelle radio private è nato e cresciuto a ritmo di musica. Le sue prime esperienze da adolescente a Radio Firenze Nuova e Radio Firenze 2000.
Radiografia di un mito…
“Per noi deejay ragazzetti era un punto di riferimento, un esempio, il maestro. Con la sua voce inconfondibile e un linguaggio cristallino. Con la sua cultura musicale che partiva dagli anni ’50, dalle origini del rock’n’roll con Elvis Presley. E con la sua risata profonda capace di raggiungere chiunque”.
E dopo?
“Nel tempo ha consolidato questa sua leadership. Era il capitano, insieme ad altre voci di Radio Montecarlo”.
Un esempio da imitare…
“Ciascuno di noi cercava di scimmiottare quello che faceva. Negli anni Ottanta era di moda fare un disco e lui fece il suo Wojtyla Disco Dance, la disco music dedicata al Papa. Poi La Band of Jocks, il supergruppo formato da dieci dj senatori di quel periodo”.
Il ricordo più forte?
“Il lungo e stretto abbraccio a Sanremo, nel 2016, quando mi fece il regalo di partecipare alla giuria degli esperti”.
L’ultimo progetto con lui?
“Quest’estate ho incontrato Claudio Sottili, un dj della Band of Jocks, e mi è venuta l’idea di riunirla ai Migliori anni in tv”.