Luigi Vitali ha promesso il suo appoggio alla maggioranza del premier dimissionario. Il senatore pugliese lascia infine le fila di Forza Italia. “Cari colleghi – ha dichiarato Vitali durante una conversazione telefonica con la capogruppo Anna Maria Bernini – ho preso la decisione di sostenere il professor Conte. Ho espresso sempre la mia perplessità sulla situazione attuale. E’ stato un onore lavorare con voi”. Già la settimana scorsa si vociferava che Vitali potesse essere tra i costruttori pronti a sostenere il governo Conte, ma lui ha sempre negato.
Fino a questa mattina, quando la preso la sua risoluzione finale. “Non è questo il momento delle contrapposizioni – ha argomentato Vitali – Come classe dirigente abbiamo il dovere di dare un segnale a chi non ha ancora ricevuto la Cig, il vaccino, a chi è stato costretto a chiudere attività, alle partite Iva, alle imprese ai commercianti, che il Paese è unito, perché solo insieme si uscirà dal tunnel”.
LUIGI VITALI PASSA ALLA MAGGIORANZA CON GLI EUROPEISTI
Luigi Vitali lo ha detto senza giri di parole: adesso è pronto a votare la fiducia al governo Conte-ter, e di conseguenza ad entrare nel gruppo Europeisti. Fino a qualche settimana fa il senatore, fedelissimo di Berlusconi, aveva dichiarato di voler rimanere in Forza Italia. “Ho fatto cinque legislature e non intendo ricandidarmi alla prossima” sono le parole riferite al Fatto Quotidiano. E prima ancora aveva detto “Se Giuseppe Conte inserisse nel suo programma una riforma della giustizia di stampo garantista sarei ben contento di dare un contributo coronando così la mia vita politica e professionale”. Ora però il senatore forzista Vitali è passato tra le fila della maggioranza. Qualche giorno fa, del resto, aveva messo le mani avanti: “Se stigmatizzo i colleghi che hanno votato in dissenso col gruppo? Ma io non stigmatizzo nessuno. Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Se non vogliono queste situazioni dovrebbero mettere il vincolo di mandato. In caso contrario dinamiche simili continueranno a verificarsi”.
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