M5S, ELEZIONE CAPOGRUPPO SENATO: FUMATA NERA/ Licheri-Castellone pari, è caos Conte

FUMATA NERA AL SENATO: SECONDO VOTO DOMANI?

Il timore della vigilia di Giuseppe Conte si è materializzato nella serata di mercoledì al Senato: è parità assoluta tra Ettore Licheri e Mariolina Castellone per l’elezione a capogruppo di Palazzo Madama, 36 voti a testa.

Questo significa completa fumata nera per il nuovo “leader” del gruppo parlamentare grillino al Senato e conseguente secondo voto previsto già domani, anche se diverse fonti si dicono incerte sul momento adatto per riconvocare la votazione tra i senatori 5Stelle. Si parla infatti anche di martedì prossimo, con intero slittamento del “secondo turno”: occorreva la maggioranza assoluta per essere eletti a questo primo giro, e così non è avvenuto con la piena conferma della mancanza di una maggioranza solida “pro” Conte in Senato. Licheri solo qualche giorno fa sembrava certo della riconferma nel ruolo di Presidente dei senatori M5s, ma le disfide interne e la caparbietà di Castellone nel rimanere avversaria interna hanno portato al risultato a sorpresa di questa sera. Anche al secondo turno è prevista la maggioranza assoluta dei 74 senatori: dal terzo scrutinio in poi basterà invece la maggioranza semplice dei votanti.

LICHERI O CASTELLONE NUOVO CAPOGRUPPO M5S SENATO

Ci sarà tempo fino alle 20 di questa sera per l’elezione a nuovo capogruppo al Senato in casa M5s: dopo la nomina effettiva del nuovo Comitato di Garanzia 5Stelle (Di Maio, Fico, Raggi) e della segreteria di Conte con i 5 nuovi vicepresidente (Taverna, Todde, Ricciardi, Turco e Gubitosa), è il turno ora dell’ultima casella da “sistemare” dopo la “rivoluzione” contiana alla guida del Movimento.

Proprio su questa elezione però, Conte si ritrova a “rischiare” molto più di quanto si possa credere: i senatori M5s sono chiamati a votare il nuovo presidente del gruppo pentastellato a Palazzo Madama. La scelta è tra il capogruppo uscente, Ettore Licheri, e la sfidante Maria Domenica Castellone: un “contiano” e una “oppositrice” più legata a Beppe Grillo, il tutto per la sfida di chi controllerà il Senato nei mesi decisivi dell’elezione al Quirinale, quando cioè le dinamiche e gli equilibri di Governo potrebbero subire notevoli sconvolgimenti. Ecco la squadra presentata da Licheri e presentata nei giorni scorsi al gruppo parlamentare a 5Stelle: Agostino Santillo (vicepresidente vicario), Gabriella Di Girolamo, Maurizio Santangelo, Gabriele Lanzi, Elisa Pirro (tesoriere). Per Castellone invece il “team” è composto da Vincenzo Garruti (vicepresidente vicario), Lalla Mantovani, Felicia Gaudiano, Fabrizio Trentacoste, Agnese Gallicchio (tesoriere).

IL “RISCHIO” PER CONTE

Secondo lo statuto modificato da Conte negli scorsi mesi, l’assemblea dei senatori elegge a maggioranza assoluta dei propri componenti il capogruppo. Qualora però non si raggiunga la maggioranza neanche con un secondo scrutinio, «si procede a una terza votazione nella quale è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti presenti, computando tra i voti anche le schede bianche». Dicevamo del “rischio” a cui è chiamato Giuseppe Conte in questa nuova mini redde rationem in casa M5s: i gruppi parlamentari dopo la nascita del Governo Draghi sono tutt’altro che uniti, e le recenti cocenti sconfitte elettorali – con riaffermazione della subalternità del M5s al Partito Democratico – hanno sollevato non poche critiche alla gestione di Conte. Per questo l’elezione del capogruppo potrebbe essere un primo segnale di semi-rottura interna in vista del nodo Quirinale a gennaio 2022: secondo le fonti del “Messaggero”, la pentastellata originaria della Campania (in molti sussurrano anche vicina al Ministro Di Maio) «è sostenuta da almeno 25 senatori e altri dieci hanno già anticipato che si asterranno o non verranno a votare». Conte aveva chiesto negli scorsi giorni a Castellone di fare un passo indietro per far eleggere subito Licheri ma la risposta netta è stata, «non arretreremo». I malumori sono tanti e dalla nomina di oggi molto potrebbe comprendersi del prossimo sviluppo parlamentare (e non) del Movimento 5 Stelle.

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