Garlasco, 10 maggio 2026 – Macchie di sangue e impronte, raffrontate con le misurazioni sul corpo dell’indagato. La ricostruzione della scena del crimine, nelle indagini concluse a carico di Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco il 13 agosto 2007, parte dalla Bpa (Bloodstain Pattern Analysis, analisi delle macchie di sangue) affidata dalla Procura di Pavia al comandante del Ris di Cagliari colonnello Andrea Berti, integrata con le consulenze dattiloscopica e delle impronte delle calzature (incaricati colonnello Giampaolo Iuliano del Ris di Roma e da Nicola Caprioli) e con la consulenza sulle misurazioni dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo.
Le fasi dell’aggressione
Le diverse fasi dell’aggressione vengono ripercorse nell’informativa finale dei carabinieri di Milano: già alla porta d’ingresso “vi sono un portavaso rovesciato a terra e le pantofole della vittima in disordine sul pavimento. Ciò è da ricondursi all’inizio di un diverbio/colluttazione tra vittima e aggressore”.
La seconda area è il salotto: “La presenza di tre macchie circolari sul pavimento tra i due divani dell’ingresso va considerata come l’inizio della colluttazione, probabilmente a mani nude”. L’aggressione si sposta tra il divano e le scale per la terza fase: “La vittima cerca di dirigersi verso la porta d’ingresso (sul pavimento tra il divano e la scala di accesso al piano superiore vi è la presenza di abbondanti macchie ematiche circolari da caduta verticale – drip trail e drips – che indicano gocciolamento) ma viene raggiunta e colpita”.
La quarta fase è “alla base delle scale che portano al piano superiore, Chiara viene colpita/sbattuta a terra prona. I capelli imbrattati di sangue lasciano tipiche macchie di swipe. Le traiettorie di volo delle gocce ematiche restituiscono un’area di convergenza a circa 20 centimetri dal pavimento. L’aggressore probabilmente si appoggia con la mano sinistra insanguinata a terra”.

L’analisi delle macchie
C’è una fase successiva (o precedente): la vittima “viene trascinata verosimilmente per le caviglie sino al mobiletto del telefono dove interviene un’altra aggressione (questa aggressione non si esclude possa esser anche precedente a quella avvenuta in prossimità delle scale che portano al piano superiore)”.
Questa fase lascia “macchie da impatto sul muro e sul telefono”, con la cornetta del Sirio bianco “posizionata nel proprio alloggio”. La sesta fase è “in prossimità della porta a libro che dà accesso in taverna”, dopo più colpi “il capo poggia (o viene poggiato) sul montante della porta lasciando segni identificativi di capelli imbrattati di sangue”.

Nella settima e ultima fase “il corpo viene quindi fatto scivolare lungo le scale finendo con il capo tra il 3° e 4° scalino, dove la presenza di segni di cast off sulla parete di destra e sinistra indicano un’ulteriore aggressione da parte dell’autore che deve trovarsi sullo scalino 3”. E qui “l’aggressore nell’atto di ritrarsi genera la traccia 97F di una mano sinistra sulla parete di sinistra”.
Le suole delle scarpe sono ancora pulite e non lasciano tracce sugli scalini 1, 2 e 3 e solo dopo “l’aggressore si sporca le scarpe ripassando nel disimpegno davanti la porta a libro e quindi va a generare poi le tracce nel bagno, nel salottino e in cucina”. In questi spostamenti “l’aggressore si dirige nuovamente verso le scale e si sofferma in ‘osservazione’ generando quindi la traccia ‘N1’ (della suola a pallini sul gradino zero, ndr) e la traccia dattiloscopica 33”, che “risultano perfettamente compatibili con le misurazioni relative a Sempio Andrea (o comunque a persona con le sue stesse caratteristiche)”.