Anche il profilo di Muriel Oddenino, assegnista presso l’università di Genova, è stato cancellato dal sito web dell’ateneo così come qualche giorno fa era stato tolto il profilo di Monica Montefalcone. Lo anticipano alcuni quotidiani. La decisione, che secondo quanto appreso sarebbe “di tipo meramente amministrativo”, segue di qualche giorno la cancellazione della pagina curricolare della professoressa Monica Montefalcone, morta assieme a sua figlia Giorgia, alla stessa Odenini e al neolaureato dell’Università di Genova, Federico Gualtieri.
“Non voglio sottolineare che hanno già cancellato la sua presenza dal sito dell’università, con una fretta che io non comprendo”, aveva detto qualche giorno fa il marito di Monica Montefalcone, Carlo Sommacal. A quanto detto dal marito giorni fa si aggiunge il commento dell’avvocato Giuseppe Pugliese che, con il collega Alessandro Albert, rappresenta i familiari della professoressa Monica Montefalcone e della figlia Giorgia Sommacal: “La famiglia è sgomenta dalla rimozione della pagina universitaria della professoressa Montefalcone dell’Università di Genova”. “Queste missioni hanno ricorrenza annuale se non semestrale e l’università è assolutamente consapevole di quello che viene fatto”, ha aggiunto Albert.
Pugliese ha spiegato che il marito della professoressa Montefalcone “non si sa dare ancora una spiegazione del perché questo sia avvenuto. Non siamo nella fase di poter fare delle ipotesi e attribuire ad altri soggetti motivazioni per un fatto, un dato oggettivo perché questo è la rimozione, che anche a noi ha sorpreso molto, ci ha molto stupito”. “Ci sono dati oggettivi – ha proseguito uno dei due legali del marito e del figlio della professoressa Montefalcone – la professoressa era lì perché doveva svolgere un’attività nell’ambito dell’ateneo genovese, stiamo parlando di una persona di altissima competenza, di grandissima esperienza professionale, non era lì come un comune turista che trascorre un periodo piacevole di vacanza alle Maldive facendo immersioni a scopo ricreativo. Le indagini ci consentiranno di approfondire anche i rapporti tra questo tipo di missione e l’università genovese”. Ora, ha aggiunto l’avvocato Albert, “la priorità della famiglia è verificare le cause del decesso, sono stati inondati di affetto dagli studenti universitari, veniva chiamata ‘amore di prof’ dagli studenti, era un personaggio di cui sentiremo la mancanza”.
Le autopsie sui corpi degli italiani morti alle Maldive
Intanto è stato formalizzato l’incarico per eseguire le autopsie sui cadaveri recuperati nelle grotte di Hekunu Kandu dal rescue team finlandese di Dan Europe, incarico che è stato conferito in procura a Busto Arsizio dalla pm Nadia Alessandra Calcaterra, su delega della procura di Roma. Incaricato un collegio di periti composto dal medico legale Luca Tajana, dell’Istituto di medicina legale dell’Università di Pavia, dalla tossicologa Cristiana Stramesi e dall’anestesista, rianimatore e specialista di medicina sportiva e subacquea Luciano Ditri.
A volerci vedere chiaro sul ruolo dell’ateneo ligure è anche Antonello Riccio, l’avvocato dei familiari di Federico Gualtieri, uno dei 5 sub morti nell’immersione alle Maldive. Questo il suo commento raccolto al termine del conferimento dell’incarico per le autopsie: “Certamente Federico era lì per questa crociera scientifica insieme agli altri. L’università di Genova si chiama fuori ma lo vedremo. Faremo tutte le verifiche del caso”. Il legale ha conferito a sua volta un incarico alla dottoressa Carola Vanoli.
Sul fronte delle indagini la squadra mobile di Genova, sempre su delega della procura di Roma titolare delle indagini, proseguirà nell’acquisizione documentale e delle testimonianze. Tra l’altro, sarà necessario appurare in cosa consistesse la missione affidata dall’università di Genova alla professoressa Montefalcone, anche in considerazione del fatto che l’ateneo genovese, sin dal primo giorno, ha sempre sottolineato che “l’attività di immersione subacquea non rientrava in alcun modo nelle attività previste dalla missione scientifica, ma è stata svolta a titolo personale”.
Dunque si entra in una fase critica delle indagini: le autopsie potranno chiarire definitivamente le cause della morte dei cinque subacquei e le analisi delle go-pro, le action-cam che sono state recuperate dal rescue team finlandese potranno aiutare, forse, a capire il motivo per cui Montefalcone e sua figlia Giorgia, con Odenini e Gualtieri sono finiti in quel cul de sac a -60 metri di profondità che li ha inghiottiti.
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