La partecipazione a Che tempo che fa è stata per Mara Maionchi un’occasione per ripercorrere una vita larga, piena di musica, televisione, famiglia e prove dure: dai talenti scoperti alla malattia, fino alle polemiche più recenti.
Dagli studi lasciati ai primi lavori: la formazione fuori dagli schemi
Nata a Bologna il 22 aprile 1941, Mara Maionchi non ha mai seguito la strada più dritta. Anzi. Con la scuola il rapporto è stato complicato e nel 1959 decise di lasciare gli studi. Lo ha raccontato anni dopo nella sua autobiografia “Non ho l’età”, pubblicata da Rizzoli nel 2009, con una frase diventata tra le più citate: «Lo studio e la sottoscritta appartenevano a due universi paralleli, di quelli che non si incontrano mai».
Prima della discografia italiana, però, c’è stata parecchia gavetta. Maionchi ha lavorato in una società di spedizioni internazionali, poi in un’azienda di prodotti antiparassitari per l’agricoltura e in una ditta di sistemi antincendio. Mestieri lontani dai riflettori, certo, ma utili per imparare a stare con le persone, a capirle, a trattarci senza troppi giri di parole. Quel modo diretto, poco interessato alle buone maniere di facciata, sarebbe poi diventato uno dei suoi marchi.
La svolta nella discografia e il fiuto per i talenti italiani
L’ingresso di Mara Maionchi nella musica arriva negli anni Sessanta, quando inizia a lavorare nel mondo discografico milanese. Erano anni in cui le case discografiche somigliavano ancora a botteghe: intuizioni, telefonate, provini ascoltati in stanze piene di fumo, decisioni prese guardando gli artisti negli occhi.
Da lì parte una carriera lunga, fatta di etichette, uffici artistici e scelte spesso decisive, fino a diventare una delle voci più ascoltate del settore. Nel tempo Maionchi ha lavorato con diversi nomi della musica italiana, accompagnando carriere importanti e affinando quel fiuto per le voci riconoscibili che poi il grande pubblico avrebbe scoperto in tv.
Con X Factor, dove è arrivata come giudice, è diventata popolare anche fuori dal giro degli addetti ai lavori. I suoi giudizi erano secchi, a volte ruvidi, ma chiari. Anche per chi di musica conosceva poco il linguaggio tecnico. «Se uno arriva, arriva», ha detto più volte. In fondo, la sua idea di talento sta tutta lì: meno teoria, più istinto.
Alberto Salerno, il matrimonio e il vestito da sposa nero
Accanto alla carriera c’è la lunga storia con Alberto Salerno, paroliere e produttore, figlio di Nisa, nome legato a pagine importanti della canzone italiana. Il loro matrimonio è uno dei capitoli più raccontati della vita privata di Maionchi, anche per un particolare che lei stessa ha ricordato spesso con ironia: il vestito da sposa nero. Una scelta fuori dagli schemi, soprattutto per quegli anni, ma perfetta per lei. Nessuna immagine da cerimonia tradizionale. Meglio restare fedeli a sé stessi.
Con Alberto Salerno, Maionchi ha condiviso lavoro, famiglia e tante stagioni della discografia. La coppia ha avuto due figlie, Giulia e Camilla, cresciute mentre i genitori si dividevano tra studi di registrazione, contratti e artisti da seguire. In alcune interviste lei ha ammesso che tenere insieme tutto non è stato facile: la musica prende tempo, energie, umore. Eppure quel legame, nato anche dentro un mestiere fatto di intuizioni e discussioni, è rimasto uno dei punti fermi della sua vita. «Abbiamo litigato tanto, ma siamo ancora qua», ha confidato più volte, con la sua solita franchezza.
Tumore, parolacce e lite con Tiziano Ferro: le ferite pubbliche e private
Tra i momenti più difficili c’è stata la malattia. Mara Maionchi ha parlato in passato del tumore al seno, raccontando controlli, intervento e cure senza trasformare tutto in una lezione edificante. Ha scelto spesso parole asciutte, pratiche, ricordando l’importanza della prevenzione e degli accertamenti. Anche in tv, davanti ai temi più seri, non ha mai rinunciato alla sua lingua schietta.
Le parolacce, ha ammesso, le scappano: «Non riesco a trattenermi». Una battuta, sì. Ma anche un modo per stare in scena senza costruirsi addosso un personaggio troppo diverso da quello che è.
Negli ultimi anni il suo nome è tornato nelle cronache di spettacolo anche per il confronto a distanza con Tiziano Ferro, artista che Maionchi aveva seguito agli inizi della carriera. Il cantante, in alcune dichiarazioni pubbliche, ha parlato del rapporto professionale con lei e di ferite rimaste aperte; la produttrice ha risposto difendendo il proprio lavoro e raccontando la sua versione. Una vicenda insieme personale e professionale, finita sui giornali perché riguarda due figure molto note della musica italiana.
A Che tempo che fa, davanti a Fabio Fazio, Maionchi è tornata così nel suo terreno naturale: racconto diretto, qualche risata, una pausa più seria. E quella voce roca, immediata, che da anni porta la discografia in televisione senza cambiarle troppo abito.