Mara Venier lascia Domenica In: stavolta sembra tutto vero

C’è una frase, pronunciata da Mara Venier nel corso di una intervista a un podcast che è di fatto la notizia vera dalla quale poi monta una analisi molto più ampia: “All’inizio di ogni stagione dicevo sempre che era l’ultima e poi non è stato così. Quest’anno non lo dico neanche…”

È una non-dichiarazione che dice tutto. Non annuncia, non smentisce, ma nemmeno lascia margine al dubbio. È la modalità comunicativa di qualcuno che ha già deciso ma preferisce che siano gli altri a dirlo. La Rai lo ha capito. E ha già cominciato a lavorarci.

Diciassette edizioni di cui otto consecutive

Mara Venier ha condotto Domenica In per la prima volta nel 1987. Da allora ci sono state interruzioni, ritorni, sostituzioni illustri — con Fabrizio Frizzi, Amadeus, Giletti, Bonolis — e poi il ritorno definitivo nel 2018 che ha trasformato la conduttrice in una sorta di monumento. Otto stagioni consecutive, diciassette in totale, un record che supera persino quello di Pippo Baudo. Numeri che pesano anche quando si tratta di decidere chi viene dopo.

Mara Venier
Mara Venier, padrona di casa del salotto di Domenica In per 17 edizione – Credits RAI (TVBlog.it)

Domenica In, chi sostituirà la Venier

Il nome che circola con più insistenza è quello di Alberto Matano. Il conduttore de La vita in diretta è considerato il successore più naturale: amatissimo dal pubblico, legato a Venier da un’amicizia profonda — fu lei a celebrare la sua unione civile con Riccardo Mannino — e già rodato sulla fascia pomeridiana.

Accanto a lui viene indicata Andrea Delogu, nome emergente molto considerata dalla dirigenza RAI e in grande evidenza in tutte le grandi produzioni della rete – su tutte Sanremo. Francesca Fialdini, la cui autocandidatura è sempre stata molto forte e autorevole, sembra essere stata esclusa: resterà alla guida di A ruota libera.

L’ipotesi più radicale sul tavolo è un’altra: la Rai potrebbe cambiare tutto e rinunciare a un brand consolidato e autorevole per ripartire da zero con un contenitore nuovo, magari mantenendone la struttura di tall, approfondimenti e ospiti ma liberandosi dal peso di un nome che ormai coincide con una persona sola.

Il vero problema non è il nome del conduttore

Matano funzionerà? Delogu funzionerà? Funzionerà il tandem? Sono domande legittime ma secondarie. Il problema più difficile da risolvere non riguarda chi sale sul palco: riguarda cosa si perde quando un programma e una conduttrice sono diventati indistinguibili.

Domenica In con Mara Venier non è un contenitore: è una sorta di liturgia. Ha un’ora di inizio, un ritmo, un modo di fare le interviste che è fatto di domande dirette, qualche lacrima condivisa, ospiti che si sentono a casa. Persino il disturbatore di turno: ruolo che quest’anno è toccato a Teo Mammuccari.

Il pubblico che la segue non guarda Domenica In: guarda zia Mara. E zia Mara non è sostituibile con un nome diverso, per quanto bravo.

È lo stesso problema che si pone ogni volta che un programma cresce intorno a una personalità invece di crescere nonostante essa. Porta a Porta senza Vespa è un altro programma. Che tempo che fa senza Fazio è un altro programma. Domenica In senza Venier rischia di diventare qualcosa di diverso e di non sostituibile. Un altro programma — che potrà essere anche migliore – ma che ripartirà da zero nel rapporto con il pubblico.

La Rai ha tempo fino a giugno per decidere. Le ultime indiscrezioni parlano di decisioni ufficiali non prima dell’estate, quando i palinsesti della stagione 2026-2027 verranno definiti. Fino ad allora, Venier è ancora lì, ogni domenica pomeriggio su Rai 1.

Quando finisce Domenica In con Mara Venier

Da calendario Domenica In dovrebbe chiudersi domenica 31 maggio. Inizialmente la scelta era caduta su questa data pensando al Mondiale di Calcio, che inizierà l’11 giugno, e che avrebbe previsto un percorso di avvicinamento che si sarebbe concentrato proprio sulla domenica, senza Serie A.

L’assenza dell’Italia dalla competizione potrebbe anche portare a una possibile coda, ma si tratterebbe di una settimana, difficile che Mara possa arrivare a fine giugno com’era accaduto nelle sue edizioni dell’era Covid, 2019 e 2020, le più lunghe in assoluto con 41 trasmissioni. Ancora sette, massimo otto trasmissioni: e poi si tireranno fuori i fazzoletti.