In Italia, meno di una donna su due si sente sicura a camminare da sola al buio nella zona in cui vive. La percezione di sicurezza è più elevata tra gli uomini e tra le persone con un titolo di studio universitario, mentre resta diffusa la violenza contro le donne, soprattutto all’interno delle relazioni affettive.
Lo studio
È quanto emerge dal Rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes) 2025 diffuso dall’Istat, che fotografa le differenze nella percezione della sicurezza e l’andamento della violenza di genere.
Nel 2025, il 55,9% delle persone di almeno 14 anni dichiara di sentirsi molto o abbastanza sicuro camminando da solo al buio nella propria zona. Il dato è sostanzialmente stabile rispetto al 56,7% del 2024 e al 56,2% del 2014. La percentuale raggiunge il 67,6% tra gli uomini, mentre scende al 44,9% tra le donne. Anche il livello di istruzione incide: si sente sicuro il 60,5% dei laureati, contro il 50,8% di chi ha al massimo la licenza media. Tra le donne con un titolo di studio più basso, la quota si ferma al 39,5%.
Sul fronte della violenza, rispetto al 2014 si registra una lieve diminuzione di quella fisica e di quella all’interno della coppia, mentre quella sessuale rimane stabile. Nel 2025, il 6% delle donne tra 16 e 70 anni ha subìto violenza fisica da un uomo nei cinque anni precedenti, il 7% violenza sessuale e il 3,9% violenza fisica o sessuale dal partner.
Preoccupante anche il quadro degli omicidi: nel 2024, il 92,2% delle donne uccise conosceva il proprio assassino. Il 47,4% è stato ucciso dal partner attuale, il 6% da un ex partner e il 31,9% da un familiare.
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