Alla Milano Design Week 2026, più che i singoli oggetti, colpisce un cambio di postura. In molti dei progetti più riusciti di questa edizione, il design sembra aver rinunciato a imporsi come immagine autonoma per concentrarsi invece su qualcosa di più sottile: il modo in cui lo spazio viene percepito, attraversato, abitato. Più che aggiungere forme, molte installazioni lavorano sulle condizioni dell’esperienza, trasformando l’interno in un dispositivo sensoriale, narrativo o persino emotivo
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