Mentre l’Italia è ancora alla ricerca di un Governo, la pandemia Covid-19 resta e continua ad essere gestita dall’esecutivo uscente in carica solo per gli affari correnti e “straordinari”: è in arrivo come sempre al venerdì il monitoraggio Iss che “fotografa” la situazione epidemiologica del Paese, offrendo le novità in termini di contagio, dell’Indice Rt e delle singole situazioni dei territori. Con i dati dell’Istituto Superiore di Sanità nel pomeriggio la Cabina di regia anti-Covid (Ministero della Salute-Cts-Regioni) provvederà a formulare il nuovo report sul quale il Ministro Speranza in serata firmerà le nuove ordinanze sul cambio “colore” di eventuali altri Regioni.
La situazione viene data come stabile, anche se ieri al Fondazione Gimbe ha gettato l’allarme sullo “stop” al calo dei contagi nell’ultima settimana: occorre ora attendere i dati del monitoraggio per capire se un’eventuale risalita dei contagi porterà a nuove classificazioni di rischio per le Regioni italiane. 7 giorni fa l’indice Rt si fermo a 0,84 con gli esperti dell’Iss che ribadivano la soglia di allarme da tenere comunque alta, «troppi morti ancora per il numero elevato di casi», anche se di certo la seconda ondata è in fase calante rispetto agli ultimi mesi del 2020. Così il Professore Gianni Rezza, direttore della Prevenzione del Ministero della Salute, inquadrava la situazione nello scorso monitoraggio: «Bisogna mandare un messaggio equilibrato. Abbiamo una situazione che indubbiamente è migliorata rispetto a qualche settimana fa. Siamo al di sotto della soglia critica per quanto riguarda l’occupazione delle terapie intensive. Abbiamo una lieve riduzione dell’incidenza che ci fa ben sperare insieme alla riduzione dell’indice Rt. Sono dati che ci dicono che la tendenza in questo momento è positiva».
MONITORAGGIO ISS: OGGI NUOVI COLORI REGIONI
A differenza però di quanto avvenne il 29 gennaio scorso, quando diverse Regioni cambiarono “radicalmente” colore e rischio scendendo di classificazione, dal monitoraggio odierno la Cabina di regia non dovrebbe apporre radicali cambiamenti. Le Regioni “gialle” dovrebbero essere tutte confermate – ovvero Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto – mentre le poche Regioni “arancioni” che erano rimaste la scorsa settimana – Bolzano, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria – potrebbero rivedere alcuni cambiamenti e l’ingresso in zona gialla almeno per i territori di Sardegna e Puglia.
Nessuna zona rossa regionale dovrebbe confermarsi anche questa settimana, ad esclusione di possibili mini lockdown che potrebbero essere immessi nelle aree di Perugia e Chieti dove sono emerse con prepotenza diversi casi, rispettivamente di variante brasiliana e inglese. La situazione resta solo apparentemente tranquilla visto che le varianti del Covid allarmano gli scienziati e il Cts e potrebbero nelle prossime settimane portare a “rialzi” improvvisi dei contagi e – probabilmente – anche delle restrizioni. Qui però “gioca” il fattore nuovo Governo: con ogni probabilità sarà il Presidente del Consiglio Mario Draghi e il suo nuovo esecutivo a formulare i provvedimenti utili (15 febbraio scade il decreto sullo stop agli spostamenti regionali, il 5 marzo scade il Dpcm) e con la crisi ancora in corso non è da escludersi qualche possibile ritardo nella composizione dei decreti.
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