Morte di David Rossi, la ricostruzione del Ris: “Nel vicolo c’era qualcuno. E poteva vedere tutto”. Le ipotesi e il particolare inedito

Roma, 12 ottobre 2026 – Una e, in alcuni momenti due persone nel vicolo Monte Pio, a Siena, dove alle 8 di sera del 6 marzo del 2013, precipitò il corpo di David Rossi, capo comunicazione del Monte dei Paschi. E dal punto in cui questo soggetto si trovava aveva piena visuale del corpo a terra di Rossi, in quei momenti ancora vivo, senza che fosse a sua volta inquadrato.

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E’ quanto ha ricostruito la consulenza affidata ai carabinieri del Ris di Roma dalla commissione parlamentare d’inchiesta presieduta dall’onorevole Gianluca Vinci che ha l’obiettivo di far luce sulla morte del dirigente Mps, archiviata giudiziariamente come suicidio.

Il documento


Quello presentato, è un documento di una settantina di pagine, che ha messo a confronto le immagini dell’impianto di videosorveglianza che dava sul vicolo, quella sera, con le ricostruzioni fatte nei mesi scorsi dai carabinieri nel medesimo punto ricreando con maggiore fedeltà possibile le condizioni ambientali di tredici anni prima.

La ricostruzione

Il corpo di David Rossi atterra attorno alle 20. Dalle 20.04, accertano i Ris, la prima ombra “antropoforma” viene proiettata sul muro dai fari delle macchine che svoltano a sinistra verso via del Refe Nero. Secondo la consulenza, illustrata dal comandante Adolfo Gregori, il soggetto (o i soggetti) da molte delle posizioni in cui si trovava aveva una visuale piena in direzione del corpo. Al contrario, la telecamera fissa presentava delle zone d’ombra. Un punto cieco, da cui si poteva osservare Rossi senza essere ripresi.

“Oggi questo soggetto viene collocato per più tempo dentro il vicolo e non può essere un soggetto estraneo alla vicenda”, dice il presidente della commissione Vinci.

Il soccorso negato

Ma dalla consulenza emerge anche che, nonostante Rossi fosse ancora vivo almeno fino alle 20.17 (fino a quel momento Rossi si muoveva e si vedeva il respiro), non ha ricevuto alcun soccorso fino all’ingresso nella stradina della prima persona, alle 20.27.

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“Quella persona è rimasta nel vicolo tutto il tempo necessario a impedire i soccorsi ad una persona che poteva essere ancora salvata. E’ un particolare inedito”, aggiunge Vinci.

C’è un altro elemento quanto meno suggestivo ricavato dalla sperimentazione in loco. E cioè che 4 minuti, ovvero la distanza temporale fra la caduta a terra di Rossi e la comparsa della prima ombra, è anche il tempo necessario a scendere dall’ufficio da cui è precipitato il capo della comunicazione di Mps ed arrivare in vicolo Monte Pio.

Per la commissione d’inchiesta, del resto, quella di Rossi è “una minaccia finita male”. Secondo l’ipotesi emersa dai lavori svolti sinora, con Rossi in stanza c’erano due persone e questi è stato prima colpito, poi esposto alla finestra, da dove è poi precipitato sfuggendo alla presa di chi lo stava minacciando.