José Mourinho ha acceso il fuoco attorno alla vigilia del Clasico Barcellona Real Madrid. Ecco cosa ha detto lo Special One
Il conto alla rovescia verso El Clásico si infiamma a suon di dichiarazioni taglienti e schermaglie dialettiche. Alla vigilia dell’attesissimo scontro diretto tra Barcellona e Real Madrid, in programma domenica sera alle ore 21:00 per la vetta di LaLiga, la tensione tra i due club è salita alle stelle dopo le parole del centrocampista blaugrana Fermín López, che aveva definito stucchevoli i continui richiami madridisti alla classe arbitrale. La risposta della controparte non si è fatta attendere: nella conferenza stampa della vigilia, José Mourinho ha preso la parola con la consueta incisività, toccando tutti i temi caldi del match.
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La polemica sui fischietti e la risposta a Fermín López
Interpellato sulle indiscrezioni relative alla designazione arbitrale e sul clima di sospetto che aleggia sui direttori di gara, il tecnico portoghese ha commentato con sarcasmo le voci su Munuera:
“Trapelata la notizia che Munuera arbitrerà e che ha pagato per i servizi di allenamento del figlio di Negreira? La cosa mi coglie un po’ di sorpresa… Il nome dell’arbitro non mi ha mai preoccupato. Parto dal presupposto che l’arbitro sia bravo; quello che mi preoccupa è che le regole vengano infrante e, a quanto pare, stando a fonti interne, non si sa ancora chi sia l’arbitro. Tre settimane fa è emerso un nome, ora un altro, ma nessuno internamente mi ha detto: ‘Non è questo l’arbitro’”.
A stretto giro è arrivata anche la replica diretta alle provocazioni lanciate da Fermín López: “Ha detto che i discorsi sugli arbitri sono stancanti? Che dire? Ci sono altre cose ci stancano, ma continuano a succedere…”.
Confronto con il Barça e caccia ai trofei: “Con me il Real vince”
Lo Special One ha poi liquidato i dubbi sulla competitività della propria squadra e ha spiegato la disparità di giudizio mediatico tra le due eterne rivali:
“No, il Real Madrid con Mourinho vince i titoli”.
“Se una settimana fa la gente pensava che saremmo stati travolti, continuerà a pensarlo. Il fatto che si parli bene del Barcellona non mi influenza, non mi riguarda. A dire il vero, a volte si meritano gli elogi perché fanno davvero bene. Nel nostro caso… Siamo visti come un prodotto finito, e questo è molto difficile nel calcio, ma non siamo ancora a uno stadio avanzato di questo processo. Lavoriamo da tre mesi, con una preparazione precampionato in cui i giocatori si sono presentati un paio di volte a settimana, la pausa… Siamo ben lontani dall’essere un prodotto finito, siamo nelle fasi iniziali. Siamo in una fase in cui l’allenatore sta imparando a conoscere la squadra, ad analizzarla, a definire il nostro percorso futuro, e i giocatori stanno imparando a conoscere l’allenatore… Paragonare una squadra in questo stato a una che gioca insieme da più anni non mi sembra giusto”.
Il piano per Lamine Yamal e il retroscena sulla superstizione
Infine, l’allenatore dei Blancos ha chiarito l’atteggiamento tattico da adottare contro il gioiello catalano Lamine Yamal, chiudendo con una battuta sul proprio look:
“Sono tutti bravi, è la stessa cosa che succedeva al Real Madrid. È un grande giocatore, e i grandi giocatori sono sempre rispettati. Ma il rispetto è una cosa, cambiare piani, schemi e dimenticare la propria essenza è un’altra. Noi non lo faremo, né con lui né contro chiunque altro con le sue eccezionali qualità”.
“Non sono per niente superstizioso. Sto malissimo con la barba? Dovrei tagliarla? (ride, ndr). Sono uno dei pochi nel mondo del calcio a non essere superstizioso”.