Pagare una multa stradale non è mai piacevole e spesso si tende a rimandare o ignorare la sanzione, soprattutto quando arriva da un Paese estero. Molti automobilisti, infatti, pensano che una volta rientrati in Italia il problema si risolva da solo, confidando nella difficoltà di riscossione internazionale.
In realtà, questa convinzione è spesso errata. Anche le multe prese all’estero sono esigibili e possono essere notificate in Italia, soprattutto all’interno dell’Unione europea, dove i meccanismi di cooperazione tra Stati rendono più semplice il recupero delle sanzioni.
La direttiva europea e le infrazioni coinvolte
Per contrastare l’evasione delle multe transfrontaliere, l’Ue ha introdotto la direttiva “Cross Border”, recepita anche dall’Italia. Il sistema consente agli Stati membri di scambiarsi informazioni sui trasgressori e di notificare le sanzioni direttamente nel Paese di residenza.
Le infrazioni coinvolte sono precise e riguardano i comportamenti più pericolosi alla guida: eccesso di velocità, mancato uso delle cinture o dei seggiolini, passaggio con semaforo rosso, guida in stato di ebbrezza o sotto stupefacenti, mancato uso del casco, circolazione in corsie vietate e uso del cellulare al volante.
In questi casi, la multa viene stabilita secondo le regole del Paese in cui avviene l’infrazione, ma può essere notificata e riscossa anche in Italia, con modalità previste dalla normativa europea.
Pagamento, ricorsi e tempi di prescrizione
Il verbale contiene tutte le informazioni per il pagamento e per l’eventuale ricorso, che resta sempre possibile. In caso di mancato pagamento dopo il rigetto dell’opposizione, lo Stato estero può attivare procedure di recupero tramite le autorità italiane competenti.
La prescrizione segue la normativa del Paese in cui è stata commessa l’infrazione, spesso con termini più brevi rispetto a quelli italiani. Inoltre, la notifica deve avvenire entro 360 giorni dal fatto contestato. Le eventuali sanzioni accessorie, come sospensione della patente o sequestro del veicolo, si applicano però solo sul territorio dello Stato estero.
Multe fuori dall’Unione europea
Situazione diversa per le multe prese fuori dall’Ue e dalla Svizzera. In questi casi non esiste un sistema automatico di riconoscimento e tutto dipende da eventuali accordi bilaterali tra Stati. ,Senza intese specifiche, la sanzione non è immediatamente esecutiva in Italia e resta limitata al Paese in cui è stata commessa l’infrazione. Tuttavia, chi torna nello Stato estero può comunque subire conseguenze, come blocchi alla circolazione o fermi amministrativi del veicolo.
In ogni caso, gli importi possono aumentare nel tempo a causa di interessi e spese di recupero, rendendo il debito più oneroso.
Cosa rischia chi non paga
Chi non paga una multa estera può comunque andare incontro a conseguenze concrete. Nell’ambito della direttiva “Cross Border”, le sanzioni possono essere riscosse in Italia con procedure che arrivano fino al pignoramento dei beni.
Al di fuori dell’Ue, invece, il rischio è legato soprattutto al Paese in cui è stata commessa l’infrazione, ma eventuali rapporti con autonoleggi o futuri viaggi possono creare ulteriori problemi. Per questo, salvo contestazioni fondate, è sempre consigliabile regolarizzare la propria posizione, anche con il supporto di un professionista, per evitare complicazioni future.
L’articolo Multe stradali all’estero: quando si pagano, cosa rischi e come funziona il sistema Ue proviene da Blitz quotidiano.