Sorriso smagliante, battuta pronta e un’eleganza mai trascurata. Questo è stata Myrta Merlino, per tanti anni, a La7: una conduttrice puntuale, una giornalista sferzante, di quelle con un garbo – a favore di telecamera – diverso rispetto alla televisione urlata che talvolta siamo soliti vedere o intuire nei talk show. L’Aria Che Tira è diventata una creatura del piccolo schermo a sua immagine e somiglianza: 12 anni di servizio non sono pochi, senza contare poi gli esperimenti (riusciti) de L’Aria Che Tira Stasera (in onda dal 2014 al 2023) e L’Aria Che Tira di Domenica arrivata sul piccolo schermo nel 2020.
Merlino a La7 si è presa qualche rischio, a ragion veduta, per plasmare un mosaico che includesse talk show e informazione dettagliata con particolare attenzione all’approfondimento. Un mix perfetto coltivato nel tempo, grazie anche all’apprendistato fatto in Rai sin dai tempi di Mixer (correva l’anno 1994) per arrivare a La Storia Siamo Noi con Maggiani e Augias – un nome, una garanzia – e Casa Raiuno. Dove Myrta Merlino è stata ospite fissa dal 2002 al 2004. Successivamente è arrivato Cairo con Effetto Domino che le ha spalancato le porte di La7 sulle “ceneri” di TMC. La cronista è sbocciata professionalmente sapendo guardare intorno a lei con dovizia fino a mettere in campo quello che era il suo metro di giudizio nella costruzione di programmi.
Myrta Merlino, gli anni a La7 e il passaggio a Mediaset
Qualità che, nella televisione moderna, sono merce rara: prospettiva, abnegazione e professionalità. Poi è successo qualcosa. Nel 2023 arriva l’offerta della vita: un contratto importante a Mediaset. Pier Silvio Berlusconi la vuole a Cologno Monzese per sostituire Barbara D’Urso. Un’altra presenza importante che, per il Biscione, avrebbe dovuto cambiare aria. Rinnovamento e puntualità. Questo il mantra della famiglia Berlusconi da sempre, secondo Carmelita c’era modo e modo di farlo, ma questo – in termini di tele mercato – conta relativamente.
Il jolly su cui puntare, per Berlusconi Junior che ha ereditato un impero da suo padre, è Merlino. Un nome, un programma: la missione era quella di riportare in auge il talk show pomeridiano diventato eccessivamente stantio dopo anni di fasti dal punto di vista numerico e contenutistico. Pomeriggio 5 doveva avere una svecchiata. Myrta Merlino, con il suo piglio giornalistico e quel volto familiare (mai fuori luogo) rappresentava la persona giusta al momento opportuno. Così la cronista, tentata da un’offerta impossibile da rifiutare, lascia la strada vecchia (La7) per quella nuova (Canale 5) sperando nella sortita definitiva.
L’eredità pesante di Pomeriggio 5
Quella consacrazione, non necessaria visto che la sua fama la precedeva ma utile, per scalare definitivamente i palinsesti. Il modo migliore per dimostrare, prima a sè stessa e poi agli altri, di essere un riferimento anche lontano dagli studi de La7. La donna ha fatto quello che si chiede, in maniera velata e talvolta anche leggermente provocatoria, a tutti i professionisti del settore: abbandonare la propria comfort zone per mettersi alla prova.

Un tentativo che, però, nel suo caso non è andato a buon fine. Pomeriggio 5, con Myrta Merlino, ha finito per restare impantanato dov’era. In una landa desolata di ascolti altalenanti, fra persone che si chiedevano cosa stessero guardando e affezionati della D’Urso che non ritrovavano più le prerogative di un programma che magari era diventato troppo trash ma – almeno – aveva una sua identità. Merlino ha usato un titolo forte e identitario cercando di rinnovarlo alla radice. Il rischio, verificatosi, era quello di snaturare un pilastro del palinsesto Mediaset. Infatti poi il programma è stato chiuso e Merlino è rimasta un anno “in panchina” a Mediaset. Da risorsa importante a meteora di Cologno Monzese. Non le è stato dato il tempo di provare, neppure di sbagliare, ma probabilmente in certi contesti non sono ammessi errori.
San Marino RTV e l’opportunità di ripartire
Infatti la giornalista, che ha dovuto fare i conti anche con alcune indiscrezioni poco piacevoli, mai confermate del tutto, su come trattasse le maestranze televisive prima della messa in onda, si è rimessa al volere insindacabile del pubblico e ha accettato (suo malgrado) di farsi da parte. Un oblio forzato che le ha dato anche tempo per pensare, riflettere e maturare. Dalle batoste, televisive, si impara come in qualunque altro momento poco significativo della vita. Una fase transitoria che avrebbe dovuto portare a nuove sfide.
Quell’opportunità per ripartire è arrivata oggi, con Roberto Sergio, a San Marino RTV. L’Amministratore Delegato dell’emittente ha annunciato che la conduttrice e giornalista comincerà a lavorare con loro a ottobre. Un nuovo programma in cantiere, probabilmente a immagine e somiglianza della Merlino, come fu per L’Aria Che Tira a La7. Senza responsabilità e peso ulteriore di dover riportare in auge titoli già esistenti. Merlino avrà la possibilità di confrontarsi con una pagina bianca, da riempire come meglio crede.
Un appuntamento con il destino
Infatti Sergio è stato chiaro: “La nostra è una realtà televisiva in espansione, dove è possibile sperimentare e mettersi in gioco. Sulla tv generalista non è sempre facile a causa delle tante ingessature che ci sono”. Tradotto: a San Marino RTV Myrta Merlino può ricostruirsi una fama televisiva senza pressioni. Non è l’unica presenza del piccolo schermo ad essere ripartita dal contesto Sanmarinese. Nel passato recente anche Simona Ventura, attualmente sotto contratto a Mediaset, ha vissuto una parentesi a San Marino RTV che le è servita a ri-centrarsi dopo la stagione altalenante del Grande Fratello nip. Myrta Merlino segue l’esempio di colleghe illustri e prepara il suo appuntamento col destino. San Marino per cambiare canale e non cambiare rotta.