Fare la spesa e pagarla a rate, proprio come accade per un’automobile o un elettrodomestico. È la novità introdotta da una catena di ipermercati a Roma, Pewex, in collaborazione con una società finanziaria, una soluzione che potrebbe presto essere adottata anche in altre città italiane. L’iniziativa ha subito acceso il dibattito, perché riguarda beni di prima necessità e arriva in un momento in cui molte famiglie devono fare i conti con il caro vita e con il continuo aumento dei prezzi. Per alcuni si tratta di uno strumento utile per gestire il bilancio familiare, mentre per altri rappresenta il simbolo delle difficoltà economiche che stanno attraversando molti cittadini.
Come funziona il pagamento dilazionato
Il sistema è pensato per offrire diverse modalità di pagamento. Il cliente, una volta arrivato alla cassa, deve comunicare di voler utilizzare il servizio, inquadrare un codice QR con il proprio smartphone e scegliere l’opzione preferita. È possibile rinviare il pagamento dell’intera spesa di 30 giorni senza costi aggiuntivi, suddividere l’importo in tre rate mensili a tasso zero oppure richiedere un finanziamento da sei a dodici mesi, sul quale sono invece previsti interessi. La procedura è simile a quella già utilizzata per altri acquisti, ma applicata ai prodotti alimentari rappresenta una novità destinata a far discutere.
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non possediamo piu nulla e sembra tutto ormai normalizzato, la spesa a rate rappresenta il baratro https://t.co/BdI1THAhme— fra (@dansmatete21) August 2, 2026
La Cgil: “Si sfruttano le difficoltà delle famiglie”
Tra i più critici c’è la Cgil di Roma e del Lazio. Il segretario generale Natale Di Cola sostiene che la rateizzazione della spesa non rappresenti una conquista per i consumatori, ma il segnale di una situazione economica sempre più complessa: “Ce la raccontano come libertà e comodità per la clientela, ma la verità è che si sta sfruttando la crisi delle persone per massimizzare ancora di più i profitti su beni primari e irrinunciabili”.
Secondo il sindacato, un tempo le rate venivano utilizzate per acquistare beni durevoli, come automobili o grandi elettrodomestici, mentre oggi servono addirittura per comprare pane, latte e pasta. Per questo la Cgil chiede al Governo di intervenire con misure capaci di contenere il caro vita, contrastare gli aumenti ingiustificati dei prezzi e limitare le speculazioni nel settore della grande distribuzione, affinché l’accesso ai beni essenziali non dipenda esclusivamente dalle logiche del mercato.
L’articolo Non solo auto e smartphone: ora anche il carrello della spesa si paga a rate proviene da Blitz quotidiano.