A seguito dell’ispezione alla centrale più grande d’Europa, occupata da truppe russe, gli esperti chiedono che i bombardamenti cessino immediatamente e che si costituisca subito una safe zone. “È inaccettabile e rischioso che il sito sia preso di mira”
Martedì 6 settembre l’Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica) ha reso pubblico il rapporto sull’ispezione nella centrale nucleare di Zhaporizhzhia a Enerdogar, in Ucraina, al centro di un’area occupata dall’esercito russo da marzo scorso e teatro di frequenti attacchi di cui si accusano Russia e Ucraina a vicenda.
Il team internazionale di esperti e tecnici, guidati da Rafael Grossi (Direttore generale dell’Aiea), ha annunciato che la situazione è “insostenibile” e che la centrale ha subito gravi danni. Sono stati colpiti un edificio in cui si immagazzina combustibile nucleare, una struttura in cui sono conservati rifiuti radioattivi e un’altra che ospita sistemi di allarme. Inoltre più volte nel corso degli ultimi mesi l’impianto è stato scollegato dai generatori elettrici, fondamentali perché la centrale possa lavorare in sicurezza. Gli esperti, si legge nelle 52 pagine di testo, “hanno osservato che alcuni lavori di riparazione erano già stati effettuati o erano in corso per alcuni dei danni e hanno notato che ulteriori lavori sarebbero necessari per riparare tutti i danni causati“.
Secondo il rapporto i bombardamenti potrebbero portare a un rilascio di materiali radioattivi e la presenza di attrezzature militari russe vicino ai reattori potrebbe mirare la sicurezza dell’intero impianto. Il disastro nucleare sarebbe dietro l’angolo. Per questo, l’Aiea chiede che vengano interrotti “immediatamente” i bombardamenti e che si istituisca intorno all’impianto una safe zone (zona di sicurezza).
A sottolinearlo è stato anche lo stesso Grossi in collegamento al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. “La sicurezza della centrale è costantemente violata – ha detto. – Stiamo giocando con il fuoco; è inaccettabile che il sito sia preso di mira”.
Alcuni ispettori dell’Aiea rimarranno in loco per continuare il monitoraggio a lungo termine mentre la vicepremier ucraina, Iryna Vereshchuk, ha chiesto l’istituzione di un corridoio umanitario per i civili che desiderino lasciare l’area vicina allo stabilimento.