Articolo di Enzo Ragusa – Martedì 24 Giugno 2025 – Tempo di lettura
In questo nuovo studio viene esplorata l’’ipotesi della possibile connessione tra l’eruzione del vulcano sottomarino Hunga Tonga-Hunga Ha’apai del gennaio 2022 e gli estremi climatici osservati nei mesi e anni successivi. In un contesto di crescente attenzione agli impatti dei cambiamenti climatici, questo studio si distingue per l’analisi di un evento naturale straordinario, caratterizzato dall’iniezione di una quantità senza precedenti di vapore acqueo nella stratosfera. Tale fenomeno potrebbe aver innescato una cascata di effetti dinamici sul sistema climatico globale, contribuendo a eventi estremi come l’ondata di caldo record in Antartide del marzo 2022 e l’insolita sequenza di La Niña ed El Niño tra il 2022 e il 2023. Attraverso l’uso di dati di rianalisi e un approccio basato su anomalie standardizzate, gli autori propongono un’“impronta digitale” dell’eruzione, aprendo la strada a nuove domande sulla sensibilità del clima terrestre a perturbazioni stratosferiche. Questo lavoro non solo arricchisce il dibattito scientifico sugli effetti delle eruzioni vulcaniche, ma sottolinea l’importanza di comprendere le interazioni complesse tra eventi naturali e l’aumento della temperatura in corso, offrendo spunti per ulteriori indagini su scala globale.
Possibile associazione tra i recenti estremi climatici e l’eruzione del 2022 di Hunga Tonga-Hunga Ha’apai
Abstract:
Nel 2023 si è sviluppato un aumento insolitamente elevato della temperatura media globale per ragioni non ancora del tutto comprese. Il colpevole più immediato è un grande El Niño che si è formato sullo sfondo del riscaldamento globale. Altri fattori potrebbero includere un forte calo delle emissioni di aerosol delle navi nel Pacifico settentrionale nell’ultimo decennio e forse anche una risposta inaspettata del sistema climatico all’eruzione del gennaio 2022 di Hunga Tonga-Hunga Ha’apai (Tonga), un vulcano sottomarino che ha iniettato una quantità senza precedenti di vapore acqueo nella stratosfera. La letteratura attuale suggerisce solo piccoli effetti radiativi diretti, ma le conseguenze dinamiche dell’eruzione sono poco conosciute. Qui, utilizziamo la rianalisi per esaminare gli estremi meteorologici e climatici dopo l’eruzione e scopriamo che anomalie standardizzate insolitamente grandi (da +/- 4 a 6 sigma da climatologia a 20 anni) possono fornire un’”impronta digitale” di Tonga. Tra gli eventi estremi di interesse ci sono l’ondata di caldo record in Antartide del marzo 2022 e la Niña del 2022-2023. Ipotizziamo che l’aumento del vapore acqueo dovuto all’eruzione e il successivo raffreddamento della stratosfera inferiore abbiano intensificato i venti occidentali sul Pacifico e rafforzato la circolazione di Walker. L’intensificazione della circolazione di Walker ha portato alla terza La Niña consecutiva, che a sua volta ha amplificato El Niño emerso nel 2023. Ulteriori ricerche includono test di sensibilità per determinare se la terza La Niña si sarebbe verificata senza l’iniezione di vapore acqueo dall’eruzione.
Fonte: AMS
Fonte: NUOVO STUDIO: L’ERUZIONE DI TONGA DEL 2022: LA SCINTILLA NASCOSTA DEGLI ESTREMI CLIMATICI GLOBALI? (Autore: Enzo Ragusa)
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