Un nuovo Rinascimento umano ed economico che parte dall’Italia. È questa l’ambizione di Oscar di Montigny, imprenditore e divulgatore che, dopo quasi 25 anni in posizioni di vertice in Mediolanum e come presidente di Flowe, oggi guida la Grateful Foundation ETS e il movimento dello Sferismo. Al centro del suo impegno c’è l’Economia Sferica®, un paradigma che vuole superare tanto i modelli lineari quanto quelli circolari, ponendo la gratitudine, la rigenerazione e la centralità della persona come criteri fondanti di sviluppo.
Il 18 settembre, al Museo Domiziano di Roma, la Grateful Foundation ha tenuto la sua prima Assemblea nazionale, aperta a cittadini, istituzioni, imprese, ricercatori e società civile. L’evento ha segnato l’avvio ufficiale del Movimento dello Sferismo, con la presentazione del Manifesto, del Libro Bianco, del sistema di valutazione Grateful Balance® e della prima edizione dell’a Ricerca sull’Economia Sferica, il GF Report 2025
La domanda di un’economia più umana
La ricerca, realizzata da Metrica Ricerche – Gruppo TradeLab, col supporto di Human Economic Forum, I-AER, Skuola.net e University Box per la Grateful Foundation, che si basa su un campione di 1.000 italiani, restituisce un quadro chiaro: la società chiede un cambio di rotta verso un’economia più inclusiva, etica e sostenibile.
Quasi un italiano su due si definisce cittadino attivo (45,9%) e il 38% consumatore consapevole. Oltre il 55% prevede cambiamenti radicali del proprio stile di vita nei prossimi cinque anni, spinti da tecnologia e sostenibilità. Inclusione (34,7%), responsabilità (33,7%) e innovazione emergono come valori guida condivisi.
Le imprese vengono valutate non più solo per la capacità di generare profitto, ma soprattutto per coerenza tra valori dichiarati e azioni concrete (52,9%) e per l’impatto sociale (45%). Sempre più cittadini, inoltre, si dicono pronti a pagare un prezzo maggiore per prodotti e servizi realmente responsabili.
“La sfericità rappresenta la continuità evoluta della circolarità: un modello che non si limita a chiudere i cicli, ma li apre a un movimento infinito, inclusivo e rigenerativo”, ha spiegato Di Montigny, sottolineando come la sostenibilità debba diventare leva di equità e rigenerazione, mentre l’innovazione va orientata al bene comune e misurata in base all’impatto reale
Un evento collettivo
Il programma dell’Assemblea ha alternato momenti di riflessione accademica e testimonianze dal mondo dell’impresa, della ricerca e del terzo settore.
Dopo l’apertura di Oscar di Montigny, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha sottolineato il ruolo dell’Italia come laboratorio culturale e creativo di nuovi modelli di sviluppo. Sono seguiti gli interventi di studiosi come Debora Fino (Politecnico di Torino), Nicola Cucari (Sapienza) e il filosofo Giuseppe Girgenti, che hanno discusso la necessità di una “evoluzione sistemica” delle teorie economiche esistenti
Si è parlato anche di strumenti di misurazione innovativi: il modello Humanovability® e il Grateful Balance® Assessment, concepito per valutare la coerenza tra dichiarazioni e impatto reale di organizzazioni e imprese. Tra i contributi, quello di Giuseppe Magro (IAIA Italia), Piermario Barzaghi (KPMG) e Francesco Tamburella (Fondazione Future Respect).
Non sono mancati riferimenti all’umanesimo come catalizzatore del cambiamento, con interventi di Emilia Romano (Oxfam Italia) e Julián Carrón, e all’attivazione di un “movimento collettivo” con rappresentanti di associazioni come Plastic Free, Slow Fiber e Young Ambassador Society.
Il fisico e inventore del microprocessore Federico Faggin ha inviato un contributo video sul ruolo della coscienza nello sviluppo umano e tecnologico, mentre le conclusioni istituzionali sono state affidate al vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio.
Un’Italia al centro
Dalla ricerca emerge un altro dato significativo: per il 64,3% degli italiani è prioritario che le imprese promuovano il benessere delle comunità locali, riconoscendo nella dimensione territoriale il luogo in cui si costruiscono fiducia, coesione e reputazione. Non a caso Di Montigny ha scelto di far partire dall’Italia il movimento dello Sferismo: “Non un evento, ma una chiamata, che parta volutamente dall’Italia e si diffonda nel mondo, restituendo centralità alla persona, all’armonia fra gli esseri umani e al benessere condiviso”
In questo senso l’Italia, forte di un patrimonio culturale, creativo e umano unico, può diventare culla di un nuovo paradigma globale, capace di integrare sostenibilità ambientale, innovazione e coesione sociale
Il futuro dello Sferismo
Con la pubblicazione del GF Report e il lancio ufficiale dell’Assemblea, la Grateful Foundation intende dare continuità a un lavoro di ricerca, formazione e advocacy che coinvolga imprese, istituzioni e società civile. Non si tratta solo di teorie, ma di strumenti concreti: metriche di valutazione, osservatori permanenti, manifesti programmatici.
La sfida di Oscar di Montigny è dunque culturale prima ancora che economica: dare forma a un paradigma capace di misurare la prosperità non solo in termini di PIL, ma anche di coscienza, gratitudine, equità e impatto rigenerativo. Una sfida che guarda al futuro ma si radica in un’urgenza del presente: rispondere alla domanda, sempre più diffusa, di un’economia che metta al centro la persona e il pianeta.