(Adnkronos) – “Con la spinta del Pnrr entro il 2026 saranno 300 mila i servizi integrati su App Io e PagoPa”. Ad annunciarlo, intervenendo al Festival digitale popolare, Gloriana Cimmino, direttore Dipartimento vendite e clienti di PagoPa, la società pubblica che realizza infrastrutture digitali. “Il primo step – ha osservato – è stata la digitalizzazione dei pagamenti, la piattaforma PagoPa oggi viene utilizzata da circa 10 mln di persone in Italia ogni mese, quest’anno prevediamo di chiudere con circa 330-350 mln transazioni per un controvalore di circa 60 mld ma il nostro obiettivo è quello di creare un servizio ‘end to end’ a misura di cittadino , per questo abbiamo introdotto App Io che oggi viene utilizzata da circa 5 mln di utenti ogni mesi e sulla quale, sempre ad oggi, sono stati caricati circa 90 mila servizi da 7 mila enti”.
Quanto al futuro, il direttore del Dipartimento vendite e clienti di PagoPa ha fatto sapere che sono in fase di introduzione piattaforme e servizi nuovi per stimolare la creazione di nuovi servizi. “A breve – ha spiegato Cimmino – sarà operativa la piattaforma per le notifiche digitali degli atti a valore legale. Un altro servizio che sarà presto a disposizione è la piattaforma interoperabilità per consentire al cittadino di non dover fornire ogni volta a ogni amministrazione i dati già comunicati. L’ultima delle novità di PagoPa che entro la fine dell’anno riusciremo a rilasciare è la piattaforma che consentirà l’erogazione di programmi sociali e di welfare in modo semplice e standardizzato. Oggi ogni ente quando eroga contributi lo fa in maniera diversa e con processi differenti, vogliamo che tutti i cittadini in tutta Italia possano invece accedervi allo stesso modo.”
“PagoPa – ha ricordato Cimmino – è una società al 100% pubblica, nata circa 3 anni con l’obiettivo, da un lato di diffondere i servizi pubblici digitali nel Paese e dall’altro di supportare gli enti pubblici locali e centrali nell’adozione di piattaforme centrali che standardizzano l’accesso a tutti i servizi pubblici. La nostra forza – ha concluso – è da un lato partire dai bisogni del cittadino attorno al quale costruiamo un servizi e dall’altro non lavorare da soli: la trasformazione digitale è un processo complesso, che non si può calare dall’altro ‘tout court’ per questo abbiamo impostato un sistema attorno al quale c’è la collaborazione di una serie di attori di sistemi, sia pubblici, sia privati con l’obiettivo di fare da traino, e rendere i servizi accessibili, inclusivi, senza lasciare indietro nessuno attraverso servizi pubblici digitali a misura di ciascun cittadino”.