Federico Cherubini, amministratore delegato del Parma, ha fatto il punto sul progetto crociato tra calciomercato e non solo
Federico Cherubini ha fatto il punto sul presente e sul futuro del Parma in una lunga intervista concessa a La Gazzetta di Parma. L’amministratore delegato crociato ha parlato della salvezza conquistata, della conferma di Carlos Cuesta, del mercato in entrata e in uscita, dei giovani da valorizzare e degli obiettivi a medio-lungo termine del club.
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Il dirigente ha innanzitutto rivendicato con orgoglio il percorso della scorsa stagione, chiusa con la permanenza in Serie A.
SALVEZZA – «Vero, è stata una grande soddisfazione. Non solo: aver raggiunto l’obiettivo con l’allenatore più giovane della serie A, con il direttore sportivo più giovane, con la squadra più giovane sono ulteriori motivi di orgoglio».
Cherubini Parma, la conferma di Cuesta e le ambizioni del tecnico
Uno dei temi principali è la permanenza di Carlos Cuesta sulla panchina del Parma. Cherubini ha chiarito che non ci sono mai stati reali tentennamenti, ma soltanto un confronto sul futuro.
CUESTA – «Nessun tentennamento. È normale che, una volta raggiunto un obiettivo, ci si sieda a un tavolo e si discuta del futuro, per capire se entrambe le parti sono motivate ad andare avanti. Lo abbiamo fatto con Chivu, prima che arrivasse l’offerta dell’Inter, lo abbiamo fatto con Cuesta, lo faremo anche in futuro. Non è che sia passato tanto tempo: dopo l’ultima partita Carlos è andato via qualche giorno, appena è tornato ci siamo incontrati e ci siamo accordati. Fino all’ultima giornata la priorità era restare concentrati sul campionato. La cosa importante è la motivazione, che è altissima. Il Carlos che si è seduto al tavolo non era, ovviamente, la stessa persona di un anno prima, il 29enne che arrivava in serie A senza mai aver allenato una squadra. Avrebbe anche potuto, legittimamente, avanzare delle condizioni, o chiedere di stravolgere la squadra, o dichiarare di non sentirsi sicuro di porsi l’obiettivo di fare meglio della stagione appena finita. I meriti? Tanti. Il primo è la forza di arrivare a 29 anni, senza essere un ex calciatore, senza aver mai allenato, subentrando a un allenatore carismatico, e di farsi seguire, dal primo giorno, da tutta la squadra. È stato davvero bravo. Ed è destinato a crescere».
Cherubini ha poi spiegato quali richieste siano state fatte al tecnico per la nuova stagione.
RICHIESTE – «Carlos ha detto con molta determinazione che sarebbe rimasto volentieri e che è entusiasta di lavorare al progetto del Parma. Vista la sua motivazione, non abbiamo avuto alcun dubbio. Gli abbiamo chiesto di lavorare per mantenere le cose positive che tutti abbiamo apprezzato del suo Parma: la compattezza e l’aggressività, per esempio. Obiettivamente, giocare contro il Parma è stato molto difficile per qualsiasi squadra».
Parma, modulo e fase offensiva: Cherubini spiega il lavoro con Cuesta
Il dirigente ha poi parlato dell’evoluzione tattica della squadra, chiarendo che non esiste una svolta ideologica, ma la volontà di migliorare la produzione offensiva senza perdere solidità.
MODULO – «Sarà Carlos a decidere. Al di là del modulo, ha sempre detto che avrebbe voluto avere più armi e più soluzioni per migliorare la fase offensiva. Siamo stati molto bravi a sfruttare al massimo le poche occasioni, abbiamo vinto tante volte 1-0, ma questo non riesce sempre, l’obiettivo è creare più opportunità in attacco. Ma – sia ben chiaro – non parliamo di svolte “giochiste”. Nessuno pensa di voler fare il tiki-taka: a noi giocare bene e perdere non piace. Intendiamoci: per me giocare bene significa anche difendere bene. E non ho visto tante squadre così ben organizzate in difesa come il Parma. Abbiamo avuto – questo è oggettivo – più difficoltà con il possesso palla, anche per caratteristiche della squadra. Anche con Chivu il Parma giocava basso, ma con Man, Sohm e Bonny era molto efficace in contropiede. Con Carlos stiamo cercando di capire come migliorare, essendo più efficaci in fase offensiva senza perdere una briciola della solidità, dello spirito e della grande organizzazione che ha dato alla squadra. E questo è uno dei meriti di Carlos che nessuno può negare».
Sul rinnovo del tecnico, Cherubini ha preferito mantenere una linea prudente.
RINNOVO – «C’è tempo per parlarne. Carlos ha firmato un contratto biennale con un’opzione per il terzo anno. Sento dire spesso che si rinnova per dare forza al tecnico. Non è così: noi diamo forza a Carlos tutti i giorni, standogli vicino nei momenti buoni e in quelli più difficili, non mettendolo in discussione dopo una brutta prestazione. Sa quante società, dalla A alla C, a furia di “dare forza” ai loro allenatori, hanno quattro o cinque tecnici, con relativi staff, a libro paga? Tante. È successo anche con Pecchia: ha rinnovato il contratto in ottobre e in febbraio si è deciso comunque di esonerarlo. È la prova che, in generale, i rinnovi dei contratti non blindano il futuro di un allenatore».
Cherubini Parma, rinnovi di Delprato e Bernabé
Spazio anche ai rinnovi di Enrico Delprato e Adrian Bernabé, due profili centrali nel progetto tecnico del Parma.
RINNOVI – «Affronteremo il discorso con serenità. I rinnovi si fanno quando entrambe le parti sono convinte. Questa cosa dei rinnovi appassiona soprattutto i tifosi. Solo in Italia sembra scontato che, quando un giocatore si avvicina alla scadenza del contratto, o si rinnova o lo vendi. Ci sono atleti che giocano la finale di Champions con il contratto in scadenza».
DELPRATO E BERNABÉ – «Enrico è il capitano, è normale che ci piacerebbe che restasse con noi. Discuteremo presto del futuro. Anche con Adrian valuteremo insieme: sta ricevendo tante attenzioni da club importanti».
Cherubini Parma, il futuro di Suzuki e la situazione portieri
Altro tema caldo è il futuro di Zion Suzuki, reduce da una stagione importante e seguito da diversi club.
SUZUKI – «Zion è un grande professionista e ha le idee chiare: quando è arrivato a Parma, e io non c’ero ancora, ha detto che voleva fare un biennio di “apprendistato” serio in Italia, considerandola la patria della migliore scuola di portieri in assoluto. Un anno fa, di questi tempi, ha ricevuto varie richieste dalla Premier League e da un grande club italiano. Le ha rifiutate, perché era convinto di voler completare il percorso formativo a Parma, a maggior ragione avendo trovato un ottimo feeling con Pavarini. Ha fatto un bel Mondiale, siamo consapevoli che potrebbe partire presto. Andrà in Premier? Non lo so. So che ambisce a fare le coppe. Credo più probabile all’estero che non in Italia».
Per quanto riguarda la possibile gerarchia tra i portieri, Cherubini ha rimandato la decisione a Cuesta.
PORTIERI – «Bisogna chiederlo a Cuesta. Rinaldi andrà a fare un’esperienza altrove, gli sarà molto utile. Ha giocato una sola partita: benissimo, ma purtroppo solo una. Andrà in B o in una grande squadra di C, di sicuro in una piazza che possa testarlo ad alti livelli. Daffara e Corvi sono entrambi molto promettenti. Edo è da sempre nel cuore di tutti i parmigiani: ma prima lo era perché è di qui, cresciuto qui. Dalla scorsa stagione la gente ha scoperto e apprezzato il professionista, oltre che il bravissimo ragazzo. In grado di poter ambire a fare il titolare in serie A. Giovanni lo conosco bene: ha 21 anni, lo abbiamo preso a titolo definitivo perché siamo convinti che prometta molto bene. La rivalità non sarà un freno alle ambizioni di nessuno dei due. Sarà l’allenatore a gestirli e a stabilire la gerarchia».
Parma mercato, Cherubini: il club non deve vendere per forza
Sul mercato, Cherubini ha ribadito un concetto centrale: il Parma può valorizzare e cedere giocatori, ma non è obbligato a farlo.
MERCATO – «Due considerazioni generali. La prima è che c’è molto interesse per tanti giocatori del Parma, e questo fa molto onore a chi li ha allenati e a chi li ha portati a certi livelli. La seconda è che acquistare, valorizzare e vendere giocatori fa parte del progetto del Parma: ma noi non dobbiamo per forza vendere. E questo ci dà una grande forza. Grazie alla forza della famiglia Krause non siamo mai nelle condizioni di dover vendere: è sempre una nostra scelta, che va sempre mixata – questo non va mai dimenticato – con le ambizioni dei giocatori. La certezza è che la società non intende depauperare la squadra, anzi ha la forza di poter perdere anche due o tre giocatori importanti, come è accaduto la scorsa estate, potendo sostituirli e facendo crescere quelli che già sono in rosa. Sempre con l’obiettivo di una crescita costante. Abbiamo venduto Bonny, Man, Sohm e Leoni e abbiamo comunque fatto meglio della stagione precedente. Firmerei subito, perché si ripeta per questo e per i prossimi anni».
Gli obiettivi del club restano legati a una crescita stabile e progressiva.
OBIETTIVI – «Quello a medio lungo termine, come abbiamo sempre detto, è posizionarci tra i club che sono stabilmente in serie A. Poi penseremo a obiettivi più ambiziosi.Quanti anni significa medio lungo termine? Chi può dirlo? C’è chi cresce in un anno perché fa cose straordinarie, come il Como, e chi ci ha messo anni: penso all’Atalanta, all’Udinese, al Bologna. Noi non vogliamo copiare il modello di nessuno, ma continuare ad andare avanti per la nostra strada. Sapendo che può capitare di imbattersi in decisioni delicate, sofferte. Avremmo tenuto molto volentieri Leoni per un’altra stagione: se ci avessero chiesto, dieci giorni prima della chiusura del mercato, se sarebbe rimasto, avremmo garantito che sì. Poi è arrivata la proposta del Liverpool e non avremmo certo potuto metterci di traverso».
Cherubini Parma, Pellegrino, giovani e investimenti interni
Il dirigente ha parlato anche del futuro di Pellegrino, spiegando che eventuali richieste importanti saranno valutate con attenzione.
PELLEGRINO – «Se va via? È presto per dirlo. Il mercato non è ancora lontanamente entrato nel vivo, come sempre quando ci sono i Mondiali. Ci sta che, dopo essere arrivato dall’Argentina da giovane con poca esperienza e aver fatto quello che ha fatto in due stagioni, possa avere richieste da club importanti. E ci sta che, a 24 anni, voglia provare a sfondare a livelli più alti. Non è detto che accada ma, nel caso, potremmo capirlo. Detto ciò, quello che posso garantire ai tifosi è che non è che, se uno alza la mano e dice che se ne vuole andare, vada dove vuole: avendo a cuore il patrimonio del Parma calcio, se lo lasciamo andare significa che sappiamo di poter ricavare quanto necessario per reinvestire e crescere».
Cherubini ha poi sottolineato l’importanza dei giovani già presenti in rosa.
GIOVANI – «Mi vengono in mente Sorensen, Ndiaye, Cremaschi, Britschgi, per esempio: hanno tutti del potenziale inespresso. A volte si pensa, sbagliando, che le squadre possano migliorare solo acquistando giocatori da fuori. Io sono sicuro che cresceremo molto anche grazie all’esplosione di questi nostri giovani».
Parma mercato, da Strefezza a Frigan ed Elphege
Sul fronte entrate, il nome di Gabriel Strefezza resta tra quelli seguiti con attenzione.
STREFEZZA – «Ci stiamo lavorando. Abbiamo fatto presente sia al giocatore che all’Olympiakos, dove è tornato a fine prestito, la nostra volontà. I greci propongono una cessione a titolo definitivo, stiamo trattando».
Buone notizie anche sulle condizioni di Frigan, pronto a riprendere pienamente il lavoro.
FRIGAN – «Sta bene, finalmente. Ha già cominciato la preparazione. È chiaro che gli manca il campo, gli mancano i compagni, la palla. Vedremo presto. Ma è in condizioni di fare tutto».
Infine, Cherubini ha difeso anche la scelta legata a Elphege, profilo arrivato tra qualche scetticismo ma già apprezzato internamente.
ELPHEGE – «Ricordo bene le battute ironiche, per questo sconosciuto arrivato dalla B francese. Al primo impatto con la serie A è stato devastante, nei pochi minuti che ha giocato. Ci darà tanto».
Il messaggio complessivo è chiaro: il Parma vuole consolidarsi in Serie A, crescere attraverso un modello sostenibile, valorizzare i giovani e intervenire sul mercato senza snaturare il progetto tecnico costruito attorno a Cuesta.