Per il Financial Times “Vannacci è il cavallo di troia russo”. Meloni ai suoi: “Non si sa a chi risponde”

Le posizioni di Roberto Vannacci allineate al Cremlino, tra cui l’appello a riavviare gli scambi commerciali con la Russia, rischiano di complicare la corsa alla rielezione di Giorgia Meloni, facendo presa sulle profonde correnti di pacifismo, il malcontento economico e le affinità per Mosca presenti in Italia. A scriverlo è il Financial Times in un’analisi dal titolo “Il cavallo di Troia russo mette alla prova Meloni”, dedicata alla crescita politica del generale ed eurodeputato, oggi alla guida di Futuro Nazionale.

“Influenza russa dietro Vannacci”

Il quotidiano britannico riferisce delle valutazioni di alcuni analisti che ipotizzano una possibile influenza russa dietro l’ascesa politica di Vannacci. Nona Mikhelidze dell’Istituto Affari Internazionali (Iai) parla di un sospetto secondo cui Futuro Nazionale potrebbe essere “un progetto russo”, mentre l’European Council on Foreign Relations (Ecfr) ha definito Vannacci “un cavallo di Troia per l’influenza russa in Italia”.

Nel manifesto politico di Futuro Nazionale, ricorda ancora il Financial Times, il partito sostiene “l’importanza di riaprire i canali con la Federazione Russa” per ridurre i costi energetici italiani e afferma che Roma dovrebbe rivalutare tutti gli impegni derivanti dai trattati internazionali, compresa l’ipotesi di un’uscita dalla Nato. Il quotidiano ricostruisce quindi i rapporti di Vannacci con la Russia, a partire dall’incarico di addetto militare a Mosca ricoperto dal 2021. Secondo l’ex addetto militare britannico in Russia John Foreman, che lo conobbe nella capitale russa, Vannacci considerava Mosca un possibile partner e si sarebbe impegnato per rilanciare la cooperazione militare tra Italia e Russia dopo che la Nato ha interrotto i rapporti in seguito all’annessione russa della Crimea.

Per il Ft, Vannacci sta inoltre cercando di collegare le difficoltà economiche italiane alle sanzioni contro Mosca e alla perdita dei rapporti commerciali ed energetici con la Russia. Una strategia che, secondo Teresa Coratella dell’Ecfr, potrebbe rivelarsi efficace in un Paese dove i salari reali risultano inferiori del 6,1% rispetto all’inizio del 2021.

La replica di Vannacci: “Mi aspettavo di più da voi”

Dopo la diffusione della notizia, Roberto Vannacci ha risposto al Financial Times con una lettera aperta affidata ai social: “Rispondo con mano tremante, avendo appena scoperto, grazie al vostro articolo, che sono un ‘candidato manciuriano’ inviato dalla Federazione Russa per lamentarsi degli insostenibili prezzi della benzina nel mio Paese, l’Italia”. Il leader di Futuro Nazionale lo ha scritto in inglese evocando con l’espressione “Manchurian candidate” la figura manovrata nell’ombra da una potenza straniera, in risposta all’analisi del quotidiano della City.

“Voi vi affidate a testate notoriamente russofobe come Ecfr e Iai per dipingermi come un ‘cavallo di Troia’. Onestamente, mi aspettavo di più da voi”, ha evidenziato con sarcasmo Vannacci. “Mi stupisce l’eleganza del piano: invece di infiltrarsi nel quartier generale della Nato o di hackerare le elezioni, l’Fsb si è apparentemente accontentato di far lamentare un generale italiano per le sue vacanze estive rovinate dalle bollette del carburante”, prosegue.

Vannacci ha contestato quindi l’equazione tra dissenso dalle politiche europee e slealtà verso l’Occidente: “Fatico ancora ad accettare l’idea che il disaccordo con l’ortodossia di Bruxelles sia ormai empiricamente equivalente alla slealtà verso l’Occidente”. Quindi ha aggiunto: “Attendo con interesse il vostro prossimo articolo sulla cospirazione internazionale dietro le lamentele sui prezzi dei supermercati”. Poi ha concluso: “A proposito, da quando chiedersi perché la benzina costi così tanto richiede un nulla osta di sicurezza?. Ciononostante, vi ringrazio molto per aver amplificato – spero gratuitamente! – le mie posizioni”.

“Possibili interferenze russe sul voto? Lo fanno tutte le potenze”

E in serata il leader di Futuro Nazionale è stato ospite a “È sempre Cartabianca” su Rete4 ed ha risposto anche a quanto detto da Antonio Tajani che non ha escluso possibili tentativi russi di condizionare le prossime elezioni italiane.

“Credo che i tentativi di condizionare il voto siano stati fatti da tutte le potenze straniere, in qualsiasi elezione avvenuta all’interno delle rispettive sfere di influenza. Non è una novità per nessuno” ha detto Vannacci replicando alle parole del vicepremier il cui partito Forza Italia ha fatto sapere di essere contrario ad un’alleanza con Futuro Nazionale. Il generale ha detto ancora:  “Non vedo perché ci si debba in qualche modo sbalordire se ci sono influenze o pressioni: fintanto che sono legali, è normale che ci siano”,.

“Sono solo filo-italiano”

Commentando quanto scritto dal Financial Times, l’ex generale ha spiegato: “Non sono filo-russo o filo-straniero, sono filo-italiano. Siccome viviamo in un continente che è vicino alla Russia, credo che avere rapporti distesi con i nostri vicini sia nel nostro interesse”. La definizione di ‘cavallo di Troia russo’ usata dal Financial Times per il generale “è un nuovo epiteto”. “Aspetto ancora uno straccio di prova: la pistola fumante non ce l’ha nessuno e quindi rimangono chiacchiere”, ha ribadito il leader di Futuro Nazionale, dopo aver replicato sui social a più riprese al quotidiano della City. “Di qualcosa mi devono accusare. Hanno una paura terribile di me e quindi devono trovare qualche modo per farlo: omofobo, xenofobo, razzista, sessista, misogino. E adesso cavallo di Troia”, ha aggiunto Vannacci. A chi gli ha fatto notare che è tra coloro che chiedono di sospendere gli aiuti all’Ucraina, l’ex generale ha replicato: “Magari le famiglie italiane ne hanno più bisogno”.

Futuro Nazionale alleato con il centrodestra?

Vannacci ha spiegato di pensare solo a Futuro nazionale che “ha principi e valori che non tradirà e non negozierà. All’interno di questi siamo pronti a discutere con tutti”. L’ex generale ha spiegato che “è chiaro che siamo il naturale interlocutore di questa alleanza sbiadita di centrodestra, perché non mi vedo parlare né con Fratoianni, né con Bonelli, né con Schlein. Però noi dialogheremo con tutte quelle forze che accetteranno di ritrovarsi in questi principi e valori che non siamo disposti a negoziare”.

“Meloni al Quirinale? Perché no, sarebbe un ottimo capo dello Stato”

Vannacci ha risposto anche ad una domanda su Giorgia Meloni Capo dello Stato: “Perché no? Penso che” Giorgia Meloni “abbia dimostrato carisma, notevoli capacità, quindi potrebbe essere anche un ottimo presidente della Repubblica”. In caso di candidatura, potrebbe contare “sicuramente” sull’appoggio di Futuro Nazionale? Vannacci ha risposto: “È una delle eventualità possibilità”.

“Non si sa a chi risponde, non vorremmo poi dover rispondere a Mosca”

Il centrodestra è in evidente imbarazzo con Vannacci e non sa che pesci prendere: allearsi o meno con il generale? Come spiega Repubblica, dopo l’inchiesta del Financial Times, Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia sono ancora più perplessi sull’accoglierlo nell’alleanza. La frase che ricorre è: “Vannacci non si sa a chi risponde. Non vorremmo poi dover rispondere a Mosca”. Vannacci “è uno che stacca la spina” ed è inaffidabile sulla politica ha spiegato  La Russa. Se non accontentato “non è difficile pensare che chi tradisce una volta tradirà ancora”. Dunque, è questo il ragionamento del partito della premier, non si può imbarcare. Spaventa però quel 12% a cui è accreditato che potrebbe far perdere la rielezione della prima donna premier italiana.

I filo-russi in Parlamento

Vannacci non ha nascosto le sue simpatie per la Russia. È l’unico in Parlamento? Forse no a giudicare dalle posizioni della Lega, con Salvini che ieri ha detto “c’è un’ansia antirussa che mi preoccupa”. Anche il Movimento 5 Stelle è da sempre equidistante dal Pd sulla questione, con Vannacci che a luglio si spinse a dire “Conte sulla Russia la pensa come me”. Per il partito fondato da Grillo infatti, “tutta questa storia fatta di droni, attacchi ibridi, spie e aperte minacce, alimenta un clima di crescente paranoia e isteria”.

 

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