Perché il Vaticano ha tolto la parrocchia a Don Massimo Biancalani, il prete pro-migranti nemico di Salvini

La Santa Sede ha confermato la rimozione di don Massimo Biancalani, il parroco divenuto celebre per la sua accoglienza massiva agli immigrati nella canonica e perfino in chiesa, dal servizio pastorale nelle parrocchie di Santa Maria Maggiore a Vicofaro e San Niccolò a Ramini a Pistoia.

L’ex sacerdote di Vicofaro ha commentato la decisione così: “Quello che abbiamo fatto è una cosa bellissima, ma poco capita nella Chiesa stessa”. Salvini, che ha da sempre combattuto contro il parroco, ha esultato: “Il prete dei clandestini lascia Vicofaro. Il tempo è galantuomo”.

Il Dicastero per il Clero, come riporta La Nazione, ha rigettato il ricorso presentato dal sacerdote contro il provvedimento avviato dall’ex vescovo di Pistoia e Pescia, monsignor Fausto Tardelli, giungendo così al punto conclusivo dell’iter canonico.

La decisione vaticana mette quindi un punto su una vicenda durata oltre un decennio. Dal 2015, la parrocchia di Vicofaro a Pistoia era diventata uno dei luoghi simbolo sull’accoglienza dei migranti ed era arrivata ad ospitare fino a ospitare 200 persone. Il caso aveva solllevato accese polemiche politiche per le criticità igienico-sanitarie, le intemperanze e le tensioni. Diversi residenti avevano contestato la decisione arrivando a disertare le funzioni e le attività. La vicenda si era poi conclusa nel luglio 2025 con la Polizia che in tenuta antisommossa era intervenuta per sgomberare i migranti ospitati nei locali di proprietà della parrocchia di Vicofaro.

Per il Vaticano, quanto accaduto è stata una “grave negligenza” nell’esercizio del ministero parrocchiale che ha portato al totale annientamento della vita comunitaria e alla trasformazione non autorizzata della chiesa di Vicofaro in dormitorio e delle due parrocchie in centri di accoglienza giudicati irregolari e degradati.

L’attività di accoglienza, negli ultimi mesi si era spostata a Ramini, una frazione di Pistoia dove oggi sono ospitati circa 50 migranti. Qui Biancalani aveva potuto continuare a dare messa. Ed è sul futuro di Ramini che Biancalani è rimasto sorpreso. Questo il suo commento: “A loro (i migranti ndr) non ho detto niente. Sono persone fragili e non vorrei fargli vivere un altro trauma, quello di doversi allontanare e finire nuovamente in strada”. Su Vicofaro, invece, “sapevamo che sarebbe stato difficile perché Tardelli aveva raccolto un dossier specifico che metteva in crisi il modello di accoglienza”.

Il procedimento canonico nei confronti di don Biancalani non riguarda violazioni disciplinari sulla condotta sacerdotale, ma nasce da una valutazione di opportunità pastorale. Dopo aver rifiutato il trasferimento all’Ufficio missionario diocesano proposto nell’estate 2024, soluzione individuata dal clero per dare continuità alla sua vocazione così integralmente solidaristica, e dopo la perdita della rappresentanza legale di Vicofaro, il sacerdote aveva adito le vie legali in base al diritto canonico (ex articoli 1732-1739).

Don Massimo Biancalani (Ansa)

Nonostante la pronuncia della Curia romana, la vicenda mantiene un residuo margine di pendenza formale, poiché il codice canonico concede a don Biancalani 60 giorni per un ulteriore ricorso al Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, passo che tuttavia non sospenderebbe l’efficacia del provvedimento.

Il nuovo vescovo di Pistoia, monsignor Augusto Mascagna, è intenzionato intanto a riportare il caso su un piano pastorale e a distendere i toni. Oggi alle 18 presiederà la funzione eucaristica nella chiesa di Vicofaro che segnerà l’inizio – spiega la Diocesi – di una nuova fase per la parrocchia pistoiese, “per accompagnare il nuovo avvio della comunità”. La messa, da quanto può trapelare dagli ambienti di curia, verosimilmente si svolgerà senza la presenza di don Biancalani.

Salvini: “Il prete dei clandestini lascia, il tempo è galantuomo”

“Il prete dei clandestini lascia Vicofaro. Il tempo è galantuomo”. A scriverlo su X è il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini. Alle parole del vicepremier, Biancalani ha replicato: “Li ha sempre fatti [post come questi], appartiene al suo stile e alla sua linea, che è inqualificabile e di grande irresponsabilità”.

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