Chiamami Radio2 mette in primo piano la musica, non è solo una diretta conseguenza in merito al tipo di programma proposto. È una vera e propria necessità che diventa impellente non appena i conduttori, Federica Elmi e Agostino Penna, scelgono di addentrarsi nelle parti più emotive e anche scottanti di un componimento. Lo hanno fatto con tanti ospiti che si sono alternati nel corso delle puntate, da Marcello Cirillo a Milly Carlucci, passando per Stefano Fresi fino ad arrivare a nomi importanti della scena musicale internazionale. Nell’ultima puntata, in ordine temporale non stagionale, della trasmissione è intervenuto anche Phil Palmer. Noto chitarrista Jazz e Rock britannico.
La sua celebrità è dovuta al fatto che è sempre stato un turnista, ma di fatto ha dato un contributo fondamentale ai successi più importanti in Italia e all’estero in ambito musicale. Ha lavorato, tra gli altri, anche con Lucio Battisti e Pino Daniele. Volendo approfondire ulteriormente si può senz’altro dire che personalità come Marcella Bella, Ivano Fossati e Renato Zero abbiano sperimentato determinate sonorità grazie alle sue intuizioni.
Phil Palmer a Chiamami Radio2
Palmer, tornando alla stretta attualità, ha parlato di questo e molto altro nel corso della puntata di Chiamami Radio2 insieme a sua moglie Numa che traduceva le risposte per il pubblico italiano. Tra i passaggi più importanti dell’intervista c’è senz’altro quello in cui Palmer rivela la complicità che aveva con Pino Daniele: “La musica è sempre stato il mio lavoro, ma quello che ho creato con Pino Daniele è stato davvero molto particolare perchè insieme abbiamo sempre cercato di ‘far parlare le chitarre’. Amavamo fare degli arpeggi molto particolari sul genere flamenco. Esercizi che diventavano assoli alternando velocità delle dita e stile. Pino era un genio anche lì”.

Questo e tanti altri aneddoti importanti sono racchiusi nel suo libro: “Phil Palmer – Una vita da chitarrista” che non è solo una biografia letteraria intima, ma rappresenta uno spaccato sociale e culturale fra musica, suggestioni e influenze con i vari artisti con cui è entrato in contatto. La carriera di Phil Palmer non è ancora finita, ma le emozioni da raccontare sono talmente tante che il romanzo diventa l’opportunità di lasciar trionfare l’anima dei ricordi a scapito del ritmo quotidiano.
La collaborazione con Lucio Battisti
La possibilità di prendersi tempo e modo per riordinare le idee ristabilendo le priorità necessarie, anche in termini di importanza degli istanti. Tornare bambini, metaforicamente, anche da adulti. Questo passaggio, Palmer, lo rende al meglio anche nel corso di Chiamami Radio2 quando racconta come ha inciso “Con il nastro rosa”, la parte dell’assolo, insieme a Battisti: “Dovevo andare dal dentista, quindi feci soltanto due take. Poi vennero uniti, quindi sono due soli uniti assieme che hanno rivoluzionato la storia della musica”.
Una storia incredibile che testimonia come i grandi talenti del passato non avessero molta tecnologia a disposizione ma in maniera “artigianale” riuscissero comunque a fare la differenza. Attualmente la tecnologia viene incontro agli artisti, anche allo stesso Palmer, ma le emozioni dettate dall’analogico – anche rispetto all’uso della chitarra – restano irripetibili. Certezza che il noto chitarrista ribadisce a parole con una semplicità disarmante. Sensazioni che diventano, invece, complesse nel momento in cui il pentagramma prende vita tra note e armonie che tratteggiano a modo proprio l’esistenza di chi ascolta e compone una hit.