Ventiquattro dipendenti dell’ente sono stati colti in flagrante dai carabinieri forestali mentre banchettavano. La denuncia della Lega per l’abolizione della caccia che chiede le dimissioni del presidente Massimo Ottelli
Colti in flagrante dai carabinieri forestali mentre banchettavano con pietanze a base di uccelli protetti e vietati. È accaduto lo scorso 16 aprile a Gardone, in Valtrompia, provincia di Brescia, dove 24 dipendenti della locale Comunità montana si sono riuniti in un locale dell’ente per un pranzo non solo infrangendo le regole che vietano gli assembramenti contro il Covid, ma anche cibandosi di cacciagione che non sarebbe nemmeno dovuta essere cacciata.
Durissima la reazione della Lac, la Lega per l’abolizione della caccia. “Troviamo difficile non scadere verbalmente commentando l’incredibile vicenda che ha avuto come teatro uno spazio pubblico: la sala di un ente comprensoriale ridotta a una volgare osteria in cui non solo si violano le norme sul distanziamento sociale, ma si mangiano anche uccelli protetti abbattuti probabilmente dagli stessi commensali, allo stesso tempo funzionari e impiegati e – in parte – cacciatori. Questa è l’immagine che ci viene in mente pensando a quello che è successo venerdì nella sede della Comunità montana della Valtrompia: dipendenti pubblici sorpresi con le mani nel piatto dalle forze dell’ordine mentre si apprestano a pranzare consumando animali protetti abbattuti illegalmente”, si legge in una nota della Lac. “Se questo è il livello del personale tecnico e dei dirigenti della ‘Casa comune della Valtrompia’ come si può sperare che i semplici cittadini rispettino le regole e prima ancora la decenza? Quello che è avvenuto a Gardone è semplicemente vergognoso, ennesimo sintomo della ridottissima percezione dell’illegalità venatoria esistente nelle valli bresciane, non a caso al primo posto in Italia, e ai primi in Europa, per l’incidenza del bracconaggio. Ma è anche un esempio del disprezzo per i sacrifici che la maggior parte delle persone hanno fatto e continuano a fare nell’era del Covid senza pensare a organizzare un pranzo collettivo illegale in un Ufficio tecnico o in una sala consiliare”, prosegue la nota.
Quello che è avvenuto a Gardone è semplicemente vergognoso, ennesimo sintomo della ridottissima percezione dell’illegalità venatoria esistente nelle valli bresciane, non a caso al primo posto in Italia, e ai primi in Europa, per l’incidenza del bracconaggio. Ma è anche un esempio del disprezzo per i sacrifici che la maggior parte delle persone hanno fatto e continuano a fare nell’era del Covid
– Lac, Lega per l’abolizione della caccia
Non manca un appunto nei confronti diretti del presidente della Comunità montana della Valtrompia Massimo Ottelli, il quale secondo la Lac ha provato maldestramente a minimizzare l’accaduto dichiarando che non sarebbero stati contestati assembramenti perché la sala riempita dai suoi 24 dipendenti era grande. “Uno schiaffo morale ai valtrumplini onesti, ai gestori di negozi, ristoranti, bar e commercianti che si sono sacrificati per il bene della comunità”, conclude la Lac comunicando che si costituirà parte civile nel procedimento penale e chiedendo l’immediata sospensione dall’incarico di tutte le persone coinvolte nei fatti e le dimissioni del presidente dell’ente.