Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano è salito al Quirinale per un colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, secondo quanto riferito da fonti parlamentari, in un momento di crescente attenzione istituzionale sul decreto sicurezza.
Intanto alla Camera le opposizioni chiedono la sospensione dei lavori in commissione sul provvedimento, dopo le indiscrezioni che parlano di possibili perplessità del Colle sulla norma relativa agli incentivi agli avvocati per le procedure di rimpatrio.
Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Filiberto Zaratti ha dichiarato: “Secondo gli organi di stampa ci sarebbero forti perplessità sul fatto che il decreto possa avere la firma del presidente della Repubblica. Se vogliamo evitare una straziante contrapposizione dannosa per le istituzioni torno a chiedere di sospendere i lavori”.
Dal Movimento 5 Stelle Carmela Auriemma ha affermato: “Siamo preoccupati perché sarebbe uno strappo brutto e doloroso. Chiediamo un supplemento di riflessione”. Per il Partito Democratico Federico Gianassi ha ribadito: “Necessità di fermare i lavori per tutti gli accertamenti del caso”.
Lo stesso Gianassi ha poi criticato nel merito la misura: “È grave che l’avvocatura, che deve essere un soggetto libero e indipendente, diventi invece responsabile dell’attuazione delle politiche del governo: non è questa la sua missione”. Ha aggiunto che si tratta di una norma “sbagliata e profondamente distorsiva”, che introduce incentivi economici legati all’esito dei procedimenti, alterando il principio dell’obbligazione di mezzi propria della professione forense. “Una impostazione che rischia di compromettere autonomia e indipendenza dell’avvocatura”, ha sottolineato.
Dalla maggoiranza, il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni ha assicurato: “Andiamo avanti sul provvedimento”, precisando che “stiamo votando i primi dieci emendamenti all’articolo 1”.
La deputata di Fratelli d’Italia Sara Kelany difende invece la norma sugli incentivi ai rimpatri: “Nella sua cornice più generale è una normativa coerente” e rappresenta “un quid pluris, non un quid minus”. Ha aggiunto che si tratta di “una normativa di principio che potrà essere modificata in base alle necessità tecniche”, ricordando inoltre che per i ricorsi giurisdizionali esiste il gratuito patrocinio e che la misura riguarda anche attività stragiudiziali di consulenza.
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