Quante super bombe hanno colpito i siti nucleari iraniani e perché non è aumentato il livello di radiazioni

Roma, 22 giugno 2025 – Sei bombe ‘bunker buster’ da 30.000 libbre, ossia oltre 13 tonnellate per 6,6 metri di lunghezza sono state sganciate dagli Usa sulla base di Fordow. Le immagini satellitari mostrano due punti danneggiati agli ingressi del sito nucleare sotterraneo. Le immagini di Planet Labs PBC sembrano anche mostrare danni alla montagna sotto cui si trova Fordow. Senza questi tunnel di accesso significa che l’Iran dovrebbe scavare l’impianto per raggiungere qualsiasi cosa al suo interno. La montagna, un tempo marrone, ha parti diventate grigie e i suoi contorni appaiono leggermente diversi da quelli delle immagini precedenti, suggerendo che un’esplosione abbia scagliato detriti intorno al sito. L’Iran non ha ancora fornito una valutazione dei danni ma si è affrettata a precisare che non sono di grave entità.

Cnn, un video mostra nuvola di fumo scuro sopra Fordow
Un video trasmesso dai media statali iraniani e geolocalizzato dalla Cnn mostra del fumo che si alza dall’impianto nucleare di Fordow. Le immagini, condivise dall’agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna e girate da un veicolo in movimento sulla strada, mostrano una grande nuvola di fumo scuro che si alza all’orizzonte, 22 giugno 2025. X/Irna News +++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO’ ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L’AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++ +++NO SALES; NO ARCHIVE; EDITORIAL USE ONLY+++NPK+++

Intanto sui media rimbalza la notizia secondo cui Trump avrebbe avvertito il regime di Teheran prima di sferrare l’attacco contro i siti nucleari.  Una fonte iraniana di alto livello ha riferito che la maggior parte dell’uranio altamente arricchito immagazzinato presso l’impianto nucleare di Fordow è stato trasferito, prima degli attacchi Usa, in una località segreta. E questo spiegherebbe come mai l’Agenzia internazionale per l’energia atomica abbia sottolineato che non c’è stato “nessun aumento dei livelli di radiazioni” dopo l’attacco statunitense.

La stessa fonte ha aggiunto che il personale nel sito era stato ridotto al minimo in previsione di un attacco. E già ieri ai siti specializzati nel tracciamento degli aerei non è sfuggito che sei bombardieri stealth B-2 americani avevano lasciato una base negli Stati Uniti e stavano sorvolando l’Oceano Pacifico in direzione Iran.

Secondo alcune fonti Fordow è stata colpita con 6 ‘bunker buster’, ma altre fonti parlano di 12. Altre due sono state utilizzate contro il sito di Natanz. Mentre 30 missili da crociera Tomahawk sono stati lanciati da sottomarini contro gli altri due siti Natanz e Isfahan. Quello di stanotte è stato il primo utilizzo operativo delle Gbu-57, le super bombe ‘bunker buster’, considerate il miglior mezzo per raggiungere obiettivi sotterranei rinforzati e usate su Fordow proprio perché l’impianto è sepolto sotto una montagna. La Gbu-57 infatti è stata progettata per penetrare fino a 61 metri sottoterra prima di esplodere. Secondo fonti, gli Stati Uniti ne hanno costruite 20. A differenza di molti missili o bombe che detonano il loro carico utile all’impatto, queste testate nucleari anti-bunker si interrano prima nel terreno ed esplodono solo una volta raggiunta la struttura sotterranea. La loro efficacia risiede anche nel detonatore, che non si attiva all’impatto, ma ‘rileva’ le ‘cavità’ e ‘detona quando (la bomba) entra nel bunker’, ha spiegato Masao Dahlgren, specialista in armi presso il centro di ricerca Csis di Washington.