Roma, 17 aprile 2026 – Tornano prepotentemente alla ribalta le quotazioni del cacao, dopo mesi di ribasso che avevano fatto ben sperare gli operatori dell’industria dolciaria di tutto il mondo. I prezzi della fava di cacao hanno segnato, nelle ultime settimane, un rimbalzo significativo: è quanto emerge dal focus settimanale di Aretè, società indipendente di monitoraggio e previsioni sui mercati delle commodity agrifood. Gli analisti si sono poi soffermati sulle quotazioni dell’olio d’oliva, che potrebbero essere condizionate, nelle prossime settimane, da una produzione spagnola ben al di sotto delle attese.
I prezzi sul mercato europeo, tuttavia, mantengono per ora una certa stabilità, grazie a un buon livello di approvvigionamento garantito anche dal prodotto tunisino, disponibile in abbondanza.
Nuovo rally del cacao dopo i cali di inizio anno
Nel primo trimestre del 2026, i dati sulla macinazione del cacao confermano un quadro assai differenziato a seconda delle aree di consumo. In Europa, la European cocoa association segnala un calo dell’8% su base annua (pur con +7% rispetto all’ultimo trimestre del 2025), con volumi ai minimi per il periodo dalla campagna 2011/2012. Anche in Nord America, secondo la National confectioners association, le macinazioni sono scese del 3,8% su base annua. L’Asia, al contrario, mostra un recupero: la Cocoa association of Asia riporta un +5% su base annua e, addirittura, un +13% rispetto al quarto trimestre 2025. Complessivamente, però, le macinazioni del cacao nelle tre aree restano in calo del 4,4% su base annua, ovvero ai minimi dalla campagna 2016/17.
Secondo l’analisi di Areté, i consumi globali relativi al raccolto 2025/26 sono attesi crescere solo dello 0,7%, mentre la produzione è prevista in aumento del 3%: ciò porterebbe il mercato in surplus di circa 222.000 tonnellate. In un contesto di domanda ancora fragile (i consumatori sono cauti, visti i livelli record segnati dal cacao nell’ultimo biennio), il miglioramento dell’offerta – sostenuto da buone condizioni in Africa occidentale – ha favorito il recupero degli stock.
Speculazioni finanziarie e incertezza geopolitica alle origini del rialzo
Nonostante ciò, i prezzi della fava di cacao sul mercato europeo Ice hanno mostrato un rimbalzo significativo: dopo essere scesi sotto le 2.030 sterline/tonnellata a fine febbraio (-77% dai picchi di gennaio 2025), sono già risaliti di circa il 26%, con punte oltre le 2.600 sterline/tonnellata.
Il trend al rialzo è dovuto principalmente a fattori finanziari e, più in generale, alle tensioni geopolitiche internazionali: la corsa alle prese di profitto dopo il forte calo delle quotazioni, da un lato, e le incertezze macroeconomiche, dall’altro, aggiunte ai timori per gli esiti della prossima campagna, continuano a esporre il mercato del cacao a una spiccata volatilità.
L’olio d’oliva spagnolo è meno abbondante del previsto
Passando alle quotazioni dell’olio d’oliva, Areté segnala come, nonostante un’accelerazione della produzione in Spagna nel mese di marzo, i volumi prodotti risultino inferiori del 10% rispetto alla campagna precedente. Nell’aggiornamento dei bilanci pubblicato a marzo, la commissione europea ha confermato per la Spagna una previsione di produzione in calo di solo il 3% rispetto al 2024/25, incrementando la previsione di import e consumi per la campagna attuale e lasciando invariata la previsione di stock finali di campagna. La stima, però, non è coerente con i dati rilasciati dal ministero dell’agricoltura spagnolo: tra ottobre 2025 e febbraio 2026, infatti, le importazioni sono risultate inferiori del 5% rispetto a quelle della scorsa campagna (+6% per l’intera campagna nelle previsioni della commissione), le esportazioni superiori del +8% (+5% la previsione della commissione), i consumi domestici superiori dell’1% (contro +5%). Nel complesso, il quadro che emerge rispetto ai dati della commissione europea è di un’offerta spagnola meno abbondante rispetto alle stime e di un maggior orientamento verso il mercato estero.
Quotazioni europee stabili, ancora in calo l’olio extravergine italiano
Nonostante la produzione spagnola risulti al di sotto delle aspettative, dunque, il mercato comunitario appare attualmente ben approvvigionato, sia grazie a un buon livello di export spagnolo, sia grazie a un’abbondante offerta tunisina. Questo quadro sta mantenendo una certa stabilità dei prezzi dell’olio extravergine d’oliva, che hanno fatto registrare variazioni comprese tra il -1% e +1%, a livello medio, tra marzo e la prima metà di aprile, in Grecia, Andalusia e a Milano (per il comunitario). Il prezzo dell’olio extravergine d’oliva italiano ha mostrato, nello stesso periodo, cali un po’ più significativi (-1,5%): è la conseguenza di un elevato livello di stock attualmente presente in Italia (+59% per il solo olio extravergine rispetto a un anno fa).