Ratzinger, Spadaro: “Lascia grande eredità alla Chiesa come luce nel mondo”

(Adnkronos) –

La morte di Benedetto XVI ci fa riflettere “sulla grande eredità che ha lasciato alla Chiesa”. Padre Antonio Spadaro, direttore della Civiltà Cattolica, riflette con l’Adnkronos sul lascito che il Papa emerito, scomparso stamattina a 95 anni, ha lasciato alla Chiesa. “Se dovessi individuare due elementi fondamentali del pontificato – osserva – direi: un grande amore e la passione per la Chiesa stessa. Il Papa emerito è stato un Pastore, un uomo che ha voluto una Chiesa sempre più simile al volto di Cristo”. Spadaro fa esempi concreti: ” Il suo impegno, per esempio, per la trasparenza finanziaria, la lotta contro gli abusi, che lui ha avviato, sono aspetti che fanno comprendere come davvero Benedetto volesse una Chiesa come luce del mondo”.

Il direttore di Civiltà Cattolica, di Joseph Ratzinger ricorda ancora la “grande passione per la vita della Chiesa, del suo sviluppo, la dimensione della pastorale. Poi la sua teologia: spesso si parla di un Papa teologo, direi un Papa pastore, che è anche teologo, e avverte la teologia non come aspetto puramente accademico ma profondo della vita della Chiesa legata alla comprensione del mistero di Cristo”. In Ratzinger, per dirla con Spadaro, c’era “l’intelligenza della fede”.

Un Papa, Benedetto XVI, “pienamente coinvolto con le vicende storiche, comprendendo in maniera seria le grandi sfide per la vita della Chiesa poste dal mondo moderno. Ha cercato di comprenderle con lucidità accostandole e dialogando anche con il pensiero laico, cogliendo elementi importanti per la predicazione, come il fatto che il Vangelo fosse radicato: ogni cosa del suo pontificato aveva questo orientamento sapendo di essere sostenuto dalla consolazione del Signore. Lo disse lui stesso nel suo ultimo messaggio”. Dice ancora il gesuita allargando il discorso all’attuale pontificato: “Sara’ poi il tempo a farci comprendere l’eredità; quello che mi sembra chiaro, considerato il pontificato di Francesco, è che non c’è stato affatto un salto come qualcuno afferma, ma c’è stato il passaggio di mano di un testimone. Una fiaccola passata di mano in maniera inedita da un Papa all’altro con una profonda unità di intenti e di visioni”.