Ricky Memphis, Simone Corrente e non solo: lo strano legame tra “Distretto di Polizia” e “Milano Palermo – Il ritorno”

Rivedere oggi Milano Palermo – Il ritorno provoca una curiosa sensazione di familiarità. Basta che la squadra di poliziotti entri in scena perché chi ha seguito la televisione italiana degli anni Duemila possa avere l’impressione di essere finito, quasi per errore, dentro una puntata di Distretto di Polizia.

Il motivo ha soprattutto due nomi: Ricky Memphis e Simone Corrente. Ma allargando lo sguardo al cast e al tipo di cinema e televisione che si producevano in quegli anni emerge qualcosa di più interessante. Non esiste infatti un collegamento ufficiale tra i due prodotti, né Milano Palermo – Il ritorno può essere considerato una sorta di derivazione cinematografica di Distretto di Polizia. Eppure quella somiglianza non è nemmeno del tutto casuale.

Ricky Memphis e Simone Corrente: dal X Tuscolano alla scorta di Leofonte

Distretto di Polizia debutta su Canale 5 nel settembre del 2000 e diventa rapidamente uno dei polizieschi più riconoscibili della televisione italiana. Al centro della storia c’è inizialmente il commissario Giovanna Scalise, interpretato da Isabella Ferrari, trasferita dalla Sicilia a Roma e costretta a confrontarsi con la mafia che le ha ucciso il marito.

Nel gruppo del X Tuscolano ci sono fin dall’inizio Ricky Memphis, nei panni dell’ispettore Mauro Belli, e Simone Corrente, che interpreta Luca Benvenuto.

Sono due personaggi destinati a lasciare un segno molto forte nella serie. Memphis diventa uno dei volti simbolo delle prime stagioni, mentre Corrente rimane legato a Distretto di Polizia ancora più a lungo.

Quando nel 2007 esce al cinema Milano Palermo – Il ritorno, dunque, vedere entrambi nuovamente nei panni di uomini delle forze dell’ordine produce inevitabilmente un effetto déjà-vu.

Memphis interpreta Remo Matteotti, mentre Corrente è Giorgio Ceccarelli. Con loro ci sono Giancarlo Giannini, Raoul Bova, Gabriella Pession, Libero De Rienzo, Enrico Lo Verso, Romina Mondello, Manuela Morabito, Silvia De Santis e Luigi Maria Burruano.

Per uno spettatore di Distretto, soprattutto nel 2007, era quasi impossibile non associare immediatamente Memphis e Corrente ai loro personaggi televisivi.

Ma Distretto di Polizia e Milano Palermo hanno la stessa produzione?

Qui arriva la parte forse più sorprendente: no.

Distretto di Polizia è legato alla Taodue di Pietro Valsecchi e Camilla Nesbitt, insieme a Mediatrade/RTI. La prima stagione, diretta da Renato De Maria, parte nel 2000 e vede nel cast Isabella Ferrari, Ricky Memphis, Giorgio Tirabassi, Carlotta Natoli e Lorenzo Flaherty, oltre allo stesso Simone Corrente.

Distretto di polizia, il cast prestato a Milano Palermo – Il Ritorno (TvBlog.it)

Milano Palermo – Il ritorno, invece, è diretto da Claudio Fragasso, scritto da Rossella Drudi e prodotto da Pietro Innocenzi per Globe Films e Sanmarco Film.

Non c’è quindi una casa di produzione comune che possa spiegare il fenomeno con una semplice formula del tipo: “hanno utilizzato gli attori che avevano già sotto contratto”.

E non si tratta neppure di uno spin-off mascherato.

La spiegazione va cercata altrove.

Prima di Distretto c’era già Palermo Milano – Solo andata

Bisogna infatti rimettere in ordine le date.

Milano Palermo – Il ritorno arriva nelle sale italiane il 23 novembre 2007, ma è il seguito di Palermo Milano – Solo andata, uscito nel 1995. Il secondo capitolo riprende la storia dopo undici anni: Turi Arcangelo Leofonte, interpretato da Giancarlo Giannini, ha scontato la propria pena dopo aver collaborato con la giustizia e aver contribuito alla caduta del clan Scalia. Quando torna libero, il passato torna a cercarlo.

Alcuni elementi fondamentali del progetto, quindi, precedono addirittura la nascita di Distretto di Polizia.

Raoul Bova, in particolare, torna a interpretare Nino Di Venanzio, personaggio proveniente dal primo film. Anche Giancarlo Giannini e Romina Mondello riprendono personaggi appartenenti alla storia originaria. Non sono dunque attori “presi da Distretto” per costruire il film del 2007: facevano già parte dell’universo di Palermo Milano.

È un particolare importante perché ribalta in parte la prospettiva.

Non è Milano Palermo che nasce sulla scia di Distretto di Polizia. Piuttosto, i due prodotti finiscono per incontrarsi all’interno dello stesso grande filone del poliziesco italiano.

Gli anni d’oro del crime italiano

Tra la seconda metà degli anni Novanta e gli anni Duemila, cinema e soprattutto televisione italiana sviluppano infatti un vero e proprio vivaio di interpreti associati al crime.

Poliziotti, carabinieri, magistrati, uomini delle scorte, mafiosi, investigatori. Gli stessi attori cominciano a circolare tra film, miniserie e fiction accomunati da questi mondi.

Il pubblico finisce così per riconoscere alcuni volti ancora prima dei personaggi.

Ricky Memphis è uno degli esempi più evidenti. Dopo anni trascorsi nei panni di Mauro Belli, vederlo con una pistola, un distintivo o all’interno di una squadra di polizia produceva immediatamente una determinata associazione.

Lo stesso vale ancora di più per Simone Corrente. Luca Benvenuto è uno dei personaggi più longevi dell’universo di Distretto di Polizia. Ritrovarlo nel 2007 accanto a Memphis in un’altra squadra di agenti accentua enormemente l’impressione di parentela tra le due opere.

E c’è un altro elemento che spesso viene sottovalutato.

Anche le storie parlavano la stessa lingua

La prima stagione di Distretto di Polizia non era semplicemente una serie composta da piccoli casi criminali. La mafia era già nel DNA della storia.

Giovanna Scalise arrivava infatti al X Tuscolano dopo l’assassinio del marito ed era una testimone fondamentale in un processo contro la criminalità organizzata. Il suo passato avrebbe trascinato gli uomini del Distretto nello scontro con la mafia.

Milano Palermo – Il ritorno racconta a sua volta di mafia, collaboratori di giustizia, vendette, scorte e poliziotti chiamati a proteggere Leofonte dal clan Scalia.

Cast Milano Palermo il ritorno
Milano Palermo il ritorno, un cast che sa di X Tuscolano (TvBlog.it)

Non coincidono soltanto alcuni attori, dunque. Coincide anche una parte dell’immaginario.

Ecco perché la sovrapposizione appare probabilmente molto più grande di quanto non sia guardando soltanto i crediti delle due produzioni.

E Raoul Bova?

Il suo caso è differente. Contrariamente a quanto a volte si può ricordare a distanza di anni, Raoul Bova non faceva parte del cast regolare di Distretto di Polizia.

La confusione è comprensibile perché Bova è stato uno dei volti più importanti proprio di quella stagione del crime italiano e delle fiction dedicate alle forze dell’ordine.

In Milano Palermo, inoltre, è addirittura precedente a Distretto: Nino Di Venanzio nasce nel film del 1995 e Bova torna a interpretarlo nel sequel del 2007.

La sua presenza contribuisce quindi alla sensazione di trovarsi davanti a una grande riunione dei volti del poliziesco italiano, ma segue una strada diversa da quella di Memphis e Corrente.

Più che una coincidenza, una generazione di attori

Alla fine il punto probabilmente è proprio questo.

Non risulta un motivo produttivo specifico documentato che abbia imposto l’utilizzo degli attori di Distretto di Polizia in Milano Palermo – Il ritorno. Le due opere hanno produttori differenti, registi differenti e storie produttive differenti.

Ma definirla una semplice coincidenza sarebbe altrettanto riduttivo.

Negli anni Duemila il crime italiano aveva costruito un gruppo di interpreti immediatamente credibili agli occhi del pubblico. Alcuni erano diventati talmente identificabili con quel mondo che ritrovarli insieme in un’altra storia di poliziotti e mafia dava l’impressione di assistere quasi a un crossover.

Nel caso di Milano Palermo – Il ritorno, poi, l’effetto era particolarmente forte: Ricky Memphis e Simone Corrente, due dei volti più riconoscibili del X Tuscolano, tornavano fianco a fianco e nuovamente dalla parte della legge.

Non era Distretto di Polizia al cinema. Ma per chi aveva trascorso anni davanti alla televisione seguendo Mauro Belli e Luca Benvenuto, era quasi inevitabile pensarlo almeno per qualche secondo.