Riforma giustizia, ok in Cdm a rischio/ Scontro Cartabia-M5s su prescrizione: scenari

Sono ore di costante tensione nel Governo e non solo per il ddl Zan: la riforma della giustizia a firma Marta Cartabia sarebbe dovuta essere presentata oggi in Cabina di regia con il Premier Draghi e domani approvata in Consiglio dei Ministri. Il muro però con il Movimento 5Stelle (disunito e dilaniato sul tema della leadership tra Conte e Grillo, ma unitissimo sull’opposizione a parte della riforma) sulla prescrizione ha portato prima l’annullamento della riunione a Palazzo Chigi e domani mette a serio rischio l’ok in CdM: secondo fonti di maggioranza all’Agenzia Dire, le posizioni sul ddl penale (parte della maxi riforma della giustizia da completare nelle prossime settimane per rispettare i piani del PNRR) sono ancora decisamente distanti.

I ministri e i gruppi parlamentari del M5s difendono a spada tratta la norma Bonafede sulla prescrizione, ovvero l’abolizione tout-court dopo il primo grado di giudizio: la relazione finale della Commissione Lattanzi invece non prevede quello schema, con la mediazione della Ministra Cartabia che ha portato l’ultima bozza ad una sorta di “prescrizione processuale”, con la durata del processo che vede sentenza di primo grado al massimo in 3 anni, Appello in 2 anni e Cassazione in 1 anno. A quel punto, recita l’orientamento dell’ala “garantista” nel Governo, se i giudici sfiorano i tempi del processo, il medesimo decade facendo scattare così la prescrizione. Inoltre, con la recente sentenza della Consulta che definisce incostituzionale “sospendere la prescrizione” per l’emergenza Covid-19, l’ambiente giudiziario e legislativo fa già intendere quali potrebbero essere le problematiche per l’appunto costituzionali dietro alla norma Bonafede impregnata dal concetto di “fine prescrizione mai“.

SLITTA ANCORA LA RIFORMA CARTABIA?

Nelle ultime settimane la Ministra della Giustizia ha incontrato in separata sede a più riprese i rappresentanti del settore giustizia di tutti i partiti di Governo: l’accordo è stato trovato con tutti, meno con i 5Stelle che ancora stamattina nella riunione tra Stefano Patuanelli, la sottosegretaria Anna Macina e i componenti M5s delle commissioni giustizia di Camera e Senato (tra i quali l’ex ministro Alfonso Bonafede) ha sostanzialmente bocciata l’attuale bozza di riforma che sarebbe arrivata domani in Consiglio dei Ministri. Le mediazioni sono ancora in corso e una possibile via di soluzione si potrebbe anche trovare: innanzitutto la prescrizione dovrebbe chiamarsi d’ora in poi “improcedibilità”, riportano le fonti di Repubblica. Si tratta di un “mix” tra la riforma Bonafede e la proposta della prescrizione del Pd, rivisto e riscritto dal gruppo di lavoro di Giorgio Lattanzi e Gian Luigi Gatta. Se sul processo civile gli emendamenti sono già in discussione al Senato, Cartabia vuole stringere i tempi con il ddl penale per arrivare alla discussione in aula alla Camera entro il 23 luglio, con tempi ancora molto stretti. Ridurre del 25% i tempi del processo penale è il passaggio fondamentale per ottenere le risorse previste nella road map del Recovery Plan, ma per poterci arrivare la nuova struttura di processo “incardinato” in 6 anni ancora non vedrebbe il via libera dei 5Stelle: aggiungendo alle già presenti tensione interne (Grillo vs Conte sullo statuto) ed esterne (Amministrative e ddl Zan), la posizione del M5s nel Governo è tutt’altro viene vista tutt’altro che “serena” a Palazzo Chigi.

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