La guerra in Iran non ha messo in crisi solo il mercato energetico: ad avere seri problemi legati all’approvvigionamento di alcuni prodotti è anche la cucina italiana. A rischio sono prodotti tipici come il risotto alla milanese e il cannolo siciliano che vengono realizzati utilizzando lo zafferano e il pistacchio che vengono importati in grandi quantità proprio dall’Iran.
Il conflitto, come noto ha bloccato lo Stretto di Hormuz paralizzando anche la libera circolazione delle merci. Le scorte attualmente ci sono: il problema si porrà però in autunno dato che il 90 per cento dello zafferano consumato in Italia viene dall’Iran, primo esportatore mondiale con i suoi circa 300mila chili prodotti ogni anno. Va un po’ meglio con il pistacchio che viene prodotto in grandi quantità anche in Italia (soprattutto Sicilia) anche se la quota è insufficiente a coprire tutta la richiesta nazionale.
L’Italia è tra i primi cinque importatori di zafferano ed ora, come riferisce il Sole 24 Ore, i produttori hanno dichiarato di avere scorte solo per 6-7 mesi. C’è poi il blocco di internet imposto dal regime iraniano che ha interrotto i contatti tra esportatori e clienti internazionali. Il vicepresidente del Consiglio nazionale dello zafferano iraniano, a tal proposito ha spiegato che l’interruzione nelle forniture ha creato un’opportunità per i concorrenti stranieri, tra cui l’Afghanistan, di vendere zafferano iraniano sui mercati globali con il proprio nome.

Se il conflitto in Iran dovesse prolungarsi, a inizio 2027 gli importatori potrebbero non riuscire a ricevere lo zafferano che serve a coprire il fabbisogno italiano. Trovare alternative non è semplice: per produrre un grammo di polvere gialla servono 150 fiori da essiccare e circa 600 ore di lavoro manuale. Una filiera impossibile da delocalizzare in tempi brevi. Il prezzo intanto potrebbe cominciare a salire: oggi, al chilo lo zafferano costa circa 6.748 euro. In caso di blocco prolungato si potrebbe arrivare a 50mila euro al chilo per le varianti più pregiate.
L’intera Ue importa zafferano soprattutto dall’Iran, e in misura minore da Afghanistan, Marocco e India. La produzione italiana è in continua espansione anche se irrisoria dato che vengono prodotti circa 600 chilogrammi totali, meno del 3 per cento del mercato interno.
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