Gli elettori di San Marino quest’oggi sono chiamati al voto per decidere se depenalizzare l’aborto, con la Chiesa cattolica contraria e i seguaci del “Sì” che sperano di rendere finalmente legale la procedura.
Il referendum è stato indetto dopo che 3.000 persone hanno sottoscritto una petizione per ribaltare la legge sull’aborto, che risale al 1865.
I risultati sono attesi nella tarda serata.
Pro e contro
Le donne di San Marino che ricorrono all’aborto sono costrette a recarsi in Italia, che ha legalizzato la procedura nel 1978.
I favorevoli affermano che ciò penalizza soprattutto le donne che sono state violentate, gli oppositori sostengono invece che a San Marino anche i minori possono ricevere gratuitamente in farmacia contraccettivi, inclusa la ‘pillola del giorno dopo’.
San Marino è uno dei pochissimi posti in Europa dove abortire è illegale, al pari di Città del Vaticano, Malta, Andorra, Liechtenstein e Polonia: il referendum si tiene dopo 18 anni di tentativi di depenalizzare l’interruzione volontaria di gravidanza, tutti falliti.
Gli articoli contesi
Attualmente nella piccola Repubblica, che annovera circa 34mila abitanti, abortire è illegale anche in caso di stupro, gravi malformazioni del feto e pericolo di vita per la donna.
Nella fattispecie, gli articoli 153 e 154 del Codice penale puniscono con la detenzione da sei mesi a tre anni la donna che abortisce (con pene sino ai sei anni per chi l’aiuta, oppure esegue l’aborto).
In subordine, l’aborto “per motivo d’onore” è punito con il carcere da tre mesi ad un anno.
Il referendum è stato promosso dall’Unione donne sammarinesi.