Il Servizio sanitario nazionale continua a mostrare segnali di forte sofferenza, soprattutto sul fronte dell’accesso alle cure. A evidenziarlo è il Rapporto Pit Salute 2026 di Cittadinanzattiva, realizzato sulla base di oltre 14mila segnalazioni raccolte nel corso del 2025. Il dato più preoccupante riguarda le liste d’attesa, che rappresentano ormai la principale criticità per i cittadini. Quasi la metà delle richieste di aiuto ricevute dall’associazione riguarda infatti le difficoltà nel prenotare visite specialistiche ed esami diagnostici come Tac, risonanze magnetiche ed ecografie.
I tempi di attesa risultano spesso molto superiori a quelli previsti dai codici di priorità indicati nelle prescrizioni mediche. Una colonscopia urgente, che dovrebbe essere effettuata entro 72 ore, può richiedere fino a 31 giorni. Per una mammografia con priorità entro dieci giorni si può arrivare ad attendere oltre tre mesi, mentre per un esame programmato i tempi possono superare addirittura un anno.
Visite specialistiche e assistenza territoriale sotto pressione
La situazione non migliora per le visite specialistiche. Secondo il rapporto, una visita cardiologica da eseguire entro dieci giorni può essere fissata anche dopo oltre un mese, mentre per una visita oculistica programmata si possono attendere più di 480 giorni. Ancora più critica la situazione per alcune visite ginecologiche di controllo non urgenti, che in alcuni casi arrivano a sfiorare i due anni di attesa. Anche in ambito oncologico i ritardi destano preoccupazione, con tempi che possono raggiungere i sei mesi.
Dopo il problema delle liste d’attesa, il secondo ambito più segnalato riguarda l’assistenza territoriale. Molti cittadini lamentano difficoltà nel contattare il medico di medicina generale, nell’accedere ai servizi di salute mentale, alle strutture residenziali per anziani e all’assistenza domiciliare. In aumento anche le criticità legate all’erogazione di protesi e ausili.
Le risposte delle istituzioni e le richieste di Cittadinanzattiva
Di fronte a questo quadro, il ministro della Salute Orazio Schillaci sottolinea gli interventi messi in campo dal Governo per migliorare il sistema. Tra questi figura la piattaforma nazionale per il monitoraggio delle prenotazioni, che avrebbe consentito di analizzare circa 65 milioni di appuntamenti e registrare miglioramenti in 16 regioni su 21.
Tuttavia, secondo Cittadinanzattiva, le sfide da affrontare restano numerose. La segretaria generale Anna Lisa Mandorino richiama l’attenzione sulla necessità di rendere pienamente operativa la riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti e di riconoscere finalmente il ruolo dei caregiver familiari, spesso indispensabili ma ancora privi di adeguate tutele. Restano inoltre da potenziare le Case di comunità, che in molti territori non riescono ancora a rappresentare un reale punto di riferimento per i cittadini e per i bisogni sanitari locali.
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