Il governo spagnolo chiede all’Italia di revocare entro domenica 9 agosto, quindi entro 48 ore, i controlli alle frontiere reintrodotti il primo agosto dopo la crisi migratoria a Ceuta, e avverte che, in caso contrario, adotterà misura di risposta “proporzionali”. In una nota ufficiale, l’esecutivo di Madrid definisce la decisione italiana “ingiusta, contraria agli interessi dell’Ue e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola”, sostenendo che sia stata adottata “senza preavviso, unilateralmente e con argomenti spuri che non si conformano né al Codice delle frontiere Schengen né alla verità”.
Il governo di Pedro Sanchez contesta inoltre le motivazioni adottate da Roma, ribadendo che i migranti entrati in maniera irregolare a Ceuta la scorsa settimana “non hanno potuto né possono entrare liberamente nello spazio Schengen”, poiché la città autonoma “ha un regime speciale con lo stesso”. Madrid sottolinea che “la quasi totalità di loro è già entrata in Marocco”, ricordando che, secondo Frontex, l’Italia è lo Stato membro con il maggior numero di attraversamenti irregolari registrati negli ultimi anni, “con cifre che sono arrivate a raddoppiare quelle della Spagna”.
Nella nota Madrid invita Roma a rettificare e porre fine ai controlli introdotti il primo agosto e “trattare gli spagnoli come il resto dei cittadini europei”. “Se non lo facesse prima della conclusione di domenica 9 agosto, la Spagna si vedrà obbligata ad adottare misure proporzionali per proteggere gli interessi e la dignità dei suoi cittadini”, avverte Madrid. L’esecutivo conclude affermando: “Confidiamo che prevalga l’europeismo, il buon senso e la buona fede. I governi sono chiamati a promuovere l’intesa tra Paesi e l’interesse generale delle rispettive popolazioni, non a creare fratture e conflitti sterili alimentati da motivazioni elettorali interne”.
Palazzo Chigi: “Blocco resta in vigore fino al 15 agosto”
Secca la replica di Palazzo Chigi che in una nota risponde a Madrid: “Non intendiamo in nessun caso rivedere la decisione di sospendere l’applicazione dell’accordo di Schengen per i cittadini di paesi terzi provenienti dalla Spagna, almeno fino al 15 agosto e comunque sino a quando non saranno completamente esclusi rischi di sicurezza e di terrorismo per l’Italia. In quella data, come annunciato dalle stesse autorità spagnole, è infatti attesa a Ceuta una nuova ondata migratoria. Solo quando si avrà la certezza che non vi saranno rischi di sicurezza e di terrorismo per l’Italia, che non vi sia una nuova ondata, che non ci siano migranti irregolari diretti verso il territorio europeo si potrà rivedere quanto già deciso”.
“Questo senza pregiudizio nei confronti di un Paese amico come la Spagna, analogamente a decisioni simili adottate in passato dal governo italiano, ad esempio nei confronti della Slovenia, e da governi europei nei confronti dell’Italia e della stessa Spagna. Nel momento in cui tutte queste condizioni dovessero venire meno, l’Italia è pronta a continuare un confronto costruttivo con il Governo di Madrid. Nel frattempo le autorità di frontiera italiane faranno di tutto per garantire la massima agibilità ai cittadini spagnoli ed europei che, è importante sottolinearlo, non sono interessati dal ripristino dei controlli ai confini aerei e marittimi”.
Meloni: “In Europa non c’è spazio per chi alimenta l’immigrazione clandestina”
La premier Giorgia Meloni, pur non intervenendo sulla questione, in un videomessaggio inviato ad un evento organizzato da Fratelli d’Italia alla vigilia della cerimonia della tragedia della miniera belga di Marcinelle dove, nel 1956, morirono 262 persone tra cui 136 immigrati italiani, ha parlato di immigrazione clandestina: “L’8 agosto sarà presto proclamata ‘Giornata europea per le vittime sul lavoro’, una giornata per riaffermare la dignità del lavoro, per rinnovare l’impegno per garantire condizioni eque ai lavoratori, per affermare che in Europa non c’è spazio alcuno per chi alimenta canali dell’immigrazione clandestina per avere manodopera a basso costo e rivedere al ribasso i diritti. Per noi, il messaggio è chiaro: chi sfrutta le persone, le schiavizza e alimenta traffici criminali è indegno del modello sociale europeo”.
“Domani celebreremo il sacrificio di 262 lavoratori. Celebreremo il valore del lavoro, della persona, della dignità umana. Valori che forgiano la nostra identità e che sono la bussola della nostra azione. Per costruire un’Europa più giusta, più solidale, più vicina ai bisogni dei nostri popoli”, ha sottolineato Meloni nel videomessaggio inviato all’evento, alla vigilia della cerimonia dell’8 agosto. Tra i relatori dell’evento il presidente del Senato Ignazio La Russia, il ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone, il presidente del Cnel Renato Brunetta, il sottosegretario agli Esteri Massimo Dell’Utri.
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